domenica, Gennaio 11, 2026

Bombe israeliane, ieri almeno 76 morti. In 21 aspettavano il cibo

Almeno 72 palestinesi sono stati uccisi oggi a Gaza in attacchi israeliani, secondo quanto dichiara alla Afp il portavoce dell’agenzia per la difesa civile della Striscia, Mahumud Bassal, precisando che 21 sono rimasti uccisi mentre aspettavano di riceve gli aiuti alimentari. Il portavoce L’esercito israeliano ha invece dichiarato che i suoi militari hanno sparato “colpi di avvertimento” contro “sospetti” che si avvicinavano nell’area di Netzarim, dove l’agenzia della difesa civile afferma che 15 persone sono state uccise mentre aspettavano di ricevere gli aiuti. Le Idf affermano di “non essere a conoscenza di persone colpite”.Secondo il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu la guerra con l’Iran contribuisce ad accelerare il ritorno dei restanti ostaggi tenuti prigionieri da Hamas a Gaza.“L’unica vera cosa” che impedisce la fine della guerra in corso a Gaza sono gli ostaggi, ha dichiarato in un’intervista all’emittente Kan, aggiungendo che l’operazione contro l’Iran aiuta a far tornare i prigionieri, poiché “Hamas fa affidamento sull’Iran”. Riguardo alla campagna contro Teheran, Netanyahu ha affermato che l’Idf stanno prendendo di mira “sistematicamente” l’intera gamma di sistemi d’arma dell’Iran, comprese tutte le armi non convenzionali.L’Ufficio per il Coordinamento degli affari umanitari dell’Onu ha dichiarato che a Gaza continuano bombardamenti, colpi d’artiglieria e sparatorie su “vasta scala”, con decine di morti e feriti, “compresi coloro che cercavano aiuti”. “Ieri – ha spiegato un portavoce dell’Onu – una squadra delle Nazioni Unite ha visitato il complesso medico Nasser a Khan Younis, che, come sapete, sta lottando per rimanere operativo sotto una pressione incessante e una grave carenza di quasi ogni tipo di fornitura”. L’ospedale ospita il doppio dei pazienti consentiti, ma manca di molti mezzi, inclusi personale medico, letti e ventilatori. Migliaia di sfollati disperati hanno ricevuto pasti caldi da un’organizzazione benefica che fornisce quotidianamente generi alimentari di base a Deir al-Balah, nella Striscia di Gaza. I palestinesi in tutta la Striscia di Gaza sono sempre più disperati, poiché quasi tre mesi di chiusura delle frontiere da parte di Israele hanno portato il territorio sull’orlo della carestia. La cucina Al-Saada (Felicità), o Takiet Al-Saada, si trova in un’area di tende che ospita circa 20.000 sfollati. La cucina dell’organizzazione benefica cerca di fornire a tutti pasti quotidiani a base di zuppa, ma il cibo non è sufficiente a riempire le pentole e le padelle di centinaia di persone affamate e disperate, molte delle quali sono bambini. Il proprietario della cucina caritatevole al-Saada, Saad Abdeen, dice che circa 15.000 persone vengono da loro ogni giorno, ma non tutti ricevono cibo. “Alcuni ricevono a malapena un pasto, altri non ricevono nulla”, aggiunge. Gli sfollati scelgono di ottenere il cibo da questa associazione per evitare il rischio di recarsi nell’area di distribuzione degli aiuti. Ottenere gli aiuti che arrivano attraverso i comitati americani e israeliani è molto pericoloso. Israele e gli Stati Uniti affermano che il nuovo sistema di aiuti è destinato a sostituire la rete gestita dall’ONU che ha distribuito aiuti in tutta Gaza durante i 20 mesi di guerra. Da quando è iniziata la guerra nell’ottobre 2023, sono state uccise in totale 55.637 persone e quasi 130.000 sono rimaste ferite, ha aggiunto il ministero. Il bilancio include 5.334 persone uccise e più di 17.000 ferite da quando il cessate il fuoco è fallito tre mesi fa.

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