sabato, Novembre 29, 2025

Papa Leone fa appello a Iran e Israele perché non cerchino vendetta dopo la guerra

In Iran, Israele e Palestina “si curino le lacerazioni provocate dalle sanguinose azioni degli ultimi giorni, si respinga ogni logica di prepotenza e di vendetta, e si scelga con determinazione la via del dialogo, della diplomazia e della pace”. Lo ha detto papa Leone XIV in un appello al termine dell’udienza generale. “Cari fratelli e sorelle si susseguono notizie allarmanti dal Medio Oriente, soprattutto dall’Iran. In questo scenario drammatico che include Israele e Palestina rischia di cadere nell’oblio la sofferenza quotidiana della popolazione, specialmente a Gaza e degli altri territori dove l’urgenza di un adeguato sostegno umanitario si fa sempre più pressante”. Queste le parole di Papa Leone XIV all’Angelus. “Oggi più che mai l’umanità grida e invoca la pace: è un grido che chiede responsabilità e ragione e non dev’essere soffocato dal fragore delle armi e da parole retoriche che incitano al conflitto”. Lo ha detto Papa Leone XIV all’Angelus. “Fermare la tragedia della guerra prima che essa diventi una voragine irreparabile”, ha affermato. “La guerra non risolve i problemi anzi li amplifica e produce ferite profonde nella storia del popolo che richiedono generazioni per rimarginarsi”. “Che la diplomazia faccia tacere le armi”, ha aggiunto. “Ogni membro della comunità internazionale ha una responsabilità morale”, ha avvertito Prevost. “Non esistono conflitti lontani quando la dignità umana è in gioco”, ha proseguito. “Nessuna vittoria armata potrà compensare il dolore delle madri, la paura dei bambini, il futuro rubato”, ha detto ancora il Pontefice. “Che le nazioni traccino il loro futuro con opere di pace, non con la violenza e conflitti sanguinosi”, ha concluso papa Leone. Il Cremlino fa sapere di una seconda telefonata tra Putin e papa Leone XIV, in cui il presidente russo avrebbe aperto a soluzioni di pace accusando Kiev. Dal Vaticano la conferma del colloquio e dell’appello rivolto dal pontefice affinché la Russia compia “un gesto di pace”. 

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