sabato, Gennaio 31, 2026

A Teheran in migliaia per i funerali delle vittime del conflitto con Israele

Un fiume di persone, vestite di nero, che scandiscono slogan, sventolano bandiere iraniane e mostrano i ritratti dei “martiri” della guerra dei 12 giorni. Sono le immagini dei funerali in corso a Teheran, trasmesse dalla tv di Stato iraniana e rilanciate da alcuni network internazionali. “Morte a Israele”, “morte all’America”, sono alcuni degli slogan urlati lungo il corteo, stando a SkyNews e Cnn. Slogan che ricordano i violenti anni ‘80, in cui Iran e Usa si confrontarono sulla “crisi degli ostaggi” ovvero decine di dipendenti nell’ambasciata Usa a Teheran rapiti da alcuni studenti. Secondo Cnn al funerale anche gli slogan “morte al Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu” e “morte al Presidente degli Stati Uniti Donald Trump” e manifestazioni di fedeltà alla Guida Suprema dell’Iran, l’Ayatollah Ali Khamenei, scandendo: “Oh nobile Leader, siamo pronti!”  Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato che i suoi compatrioti hanno dato il loro “sangue” durante la guerra di 12 giorni con Israele, ma “non l’onore”, mentre l’Iran celebrai funerali di Stato. “Gli iraniani hanno dato il loro sangue, non la loro terra; hanno dato i loro cari, non l’onore; hanno resistito a una pioggia di bombe di mille tonnellate, ma non si sono arresi”, ha dichiarato Abbas Araghchi sul suo account Instagram, aggiungendo che l’Iran non riconosce la parola “resa”. “Gli Stati Uniti e il regime sionista hanno apertamente minacciato di assassinare la Guida  Suprema dell’Iran (Ali Khamenei). Questo atto criminale costituisce un manifesto esempio di terrorismo di Stato; e la gravità stessa di tale minaccia non deve essere in alcun modo sminuita o normalizzata”, ha dichiarato la missione iraniana presso le Nazioni Unite questa mattina. La missione ha aggiunto di aver portato “questa flagrante violazione del diritto internazionale e della Carta” all’attenzione del segretario generale, del presidente del Consiglio di Sicurezza e del presidente dell’Assemblea Generale dell’Onu, esortandoli “ad assolvere le proprie responsabilità legali contro tale retorica criminale e provocatoria”. Anche il comandante delle Forze Quds delle Guardie Rivoluzionarie, Esmail Qaani, è tra le migliaia di persone presenti al corteo che sfila a Teheran per i funerali dei comandanti militari morti durante la guerra di 12 giorni con Israele. Qaani era stato dato per morto nell’attacco israeliano all’Iran del 13 giugno scorso, tuttavia un video rilanciato sui social il 24 giugno apparentemente mostrava il generale vivo a Teheran, senza tuttavia conferme ufficiali. Qaani era stato dato per morto anche lo scorso ottobre, quando si ipotizzò che fosse rimasto ucciso in un raid dell’Idf su Beirut.

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