domenica, Febbraio 1, 2026

Trump: “Cessate il fuoco a Gaza entro una settimana”. Maduro: “Occidente distoglie sguardo da tragedia”

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump prevede che un nuovo accordo di cessate il fuoco per la Striscia di Gaza tra Israele e Hamas potrebbe essere annunciato “nella prossima settimana. Ho appena parlato con alcune delle persone coinvolte”, ha detto Trump in risposta alle domande dei giornalisti nello Studio Ovale, dove ha riconosciuto che la situazione a Gaza è “terribile” e ha giustificato la necessità di intervenire “per ragioni umanitarie”. “Ci stiamo impegnando perché la gente sta morendo”, ha aggiunto, alludendo ai bisogni umanitari della popolazione di Gaza e difendendo al contempo il “buon sistema” che, a suo avviso, è stato istituito per la distribuzione degli aiuti sul campo. A questo proposito, ha sottolineato che “coloro che dovrebbero prendersi cura della popolazione”, in un’apparente allusione ad Hamas, “rubano il cibo e lo vendono”, un’argomentazione che coincide con quella usata da Israele per giustificare il motivo per cui la Gaza Humanitarian Foundation ora controlla la distribuzione degli aiuti sul campo.Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu intende andare a Washington per promuovere un accordo sugli ostaggi e la normalizzazione con la vicina Siria. Lo ha riferito Canale 12. Secondo l’emittente israeliana, e’ ormai convinzione diffusa in Israele che la normalizzazione con i paesi dell’area arrivera’ solo attraverso un impegno con il presidente americano Donald Trump per mettere fine alla guerra a Gaza. Netanyahu sarebbe interessato a un’intesa non solo con la Siria, ma a un pacchetto che includa anche Arabia Saudita, Libano, Indonesia e Malesia negli Accordi di Abramo. Il premier israeliano Benjmin Netanyahu ha smentito le notizie di stampa secondo cui ai soldati sarebbe stato ordinato di sparare sui palestinesi che si affollano ai punti di distribuzione degli aiuti nella Striscia di Gaza. “Lo Stato di Israele respinge categoricamente le spregevoli accuse di violenza pubblicate sul quotidiano Haaretz”, ha ribadito Netanyahu in una dichiarazione congiunta con il ministro della Difesa, Israel Katz. Secondo Haaretz l’Idf ha avviato un’indagine sui potenziali crimini di guerra commessi dalle loro truppe, che hanno aperto il fuoco sui palestinesi affamati quasi quotidianamente mentre cercavano di raggiungere i siti di distribuzione degli aiuti, nonostante non rappresentassero una minaccia. Gli incidenti con vittime di massa sono stati discussi in un incontro all’inizio di questa settimana, durante il quale l’ufficio dell’avvocato generale militare (MAG) ha incaricato il meccanismo di valutazione dei fatti dello Stato maggiore di indagare sui sospetti crimini di guerra che hanno avuto luogo principalmente nei pressi dei siti di distribuzione della Gaza Humanitarian Foundation, riporta Haaretz . Il meccanismo è un organismo militare indipendente incaricato di indagare su incidenti insoliti accaduti durante la guerra. Durante l’incontro, i funzionari dell’ufficio del MAG hanno espresso preoccupazione per il crescente clamore globale per l’uccisione di civili durante il tragitto verso i siti di soccorso, ha riportato Haaretz. Gli alti ufficiali del Comando Sud delle Idf hanno replicato, sostenendo che gli incidenti sono stati isolati e che le truppe hanno aperto il fuoco solo contro i palestinesi che rappresentavano una minaccia. Secondo una fonte presente all’incontro, i rappresentanti dell’ufficio del MAG hanno replicato, sostenendo che il resoconto del Comando Meridionale non corrisponde ai fatti accertati. “L’affermazione che si tratti di casi isolati non è coerente con gli incidenti in cui sono state lanciate granate e sono stati sparati mortai e pezzi di artiglieria contro i civili”, avrebbe risposto un rappresentante del MAG. I soldati israeliani a Gaza hanno dichiarato al quotidiano Haaretz che nell’ultimo mese l’esercito ha sparato deliberatamente contro i palestinesi nei pressi dei siti di distribuzione degli aiuti umanitari. Dalle conversazioni con ufficiali e soldati pubblicati dal giornale israeliano emerge che i comandanti hanno ordinato alle truppe di sparare sulla folla per allontanarla o disperderla, nonostante fosse chiaro che non rappresentava alcuna minaccia. Un soldato israeliano ha descritto la situazione come un crollo totale dei codici etici delle Forze di difesa israeliane a Gaza. Secondo il Ministero della Salute di Gaza guidato da Hamas, dal 27 maggio scorso 549 persone sono state uccise vicino ai centri di soccorso e nelle aree in cui i residenti attendevano i camion di cibo delle Nazioni Unite. Oltre 4.000 sono rimasti feriti, ma il numero esatto di coloro che sono stati uccisi o feriti dal fuoco delle IDF rimane poco chiaro, aggiunge Haaretz. Il presidente venezuelano Nicolas Maduro ha criticato duramente l’indifferenza dell’Occidente nei confronti della tragedia di Gaza. “Ogni giorno vengono uccise 100 persone, la maggior parte dei quali  bambini, donne, anziani in Palestina e l’Occidente guarda dall’altra parte”, ha detto il presidente in un evento televisivo. La speranza del governo venezuelano e’ che il cessate il fuoco concordato tra Iran e Israele dia ai leader mondiali la spinta ad “assumersi la responsabilità in tempo e salvare l’umanità da una grande guerra che è all’orizzonte, da una grande guerra nucleare distruttiva”, ha ammonito.  Dura replica del governo israeliano alle dichiarazioni del segretario generale dell’Onu, António Guterres, che ha definito “un sistema militarizzato che uccide persone” la struttura di distribuzione di aiuti umanitari creata da Israele nella Striscia di Gaza. “Accusare Israele per i fallimenti dell’Onu e per le azioni di Hamas è una tattica deliberata”, ha scritto il ministero degli Esteri israeliano in un post su X. La diplomazia israeliana ha inoltre difeso l’operato della Gaza Humanitarian Foundation (Ghf), l’organizzazione sostenuta da Israele e dagli Stati Uniti, affermando che “ha fornito direttamente più di 46  milioni di pasti ai civili palestinesi, non ad Hamas” dall’inizio delle sue attività a fine maggio. “Eppure, l’Onu fa tutto ciò che può per opporsi a questo sforzo. Così facendo, l’Onu si allinea con Hamas, che  anche cerca di sabotare le operazioni umanitarie della Ghf”, ha aggiunto il ministero, ribadendo infine che “l’esercito israeliano non prende mai di mira i civili”.

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