Dal Comitato Internazionale della Croce Rossa arriva il bilancio di almeno 66 bambini morti per malnutrizione nella Striscia di Gaza, affamata dall’assedio israeliano. “La mancanza di cibo colpisce tutti a Gaza, soprattutto i bambini”, ha dichiarato ad Al-Jazeera Hisham M’hanna, portavoce del Comitato Internazionale della Croce Rossa (Cicr) a Gaza. Presso l’ospedale da campo del Cicr a Rafah, che comprende anche un reparto maternità, vengono accolte madri per partorire o per consultare specialisti sanitari. “I loro esami non sono come dovrebbero essere, non sono sani come dovrebbero, a causa della grave malnutrizione che alcuni di loro hanno dimostrato, anche durante la gravidanza”, ha raccontato M’hanna. Il mancato afflusso di aiuti alimentari – bloccati da Israele – ha un impatto “su tutti a Gaza, soprattutto sui bambini che costituiscono la maggioranza di questa popolazione”.Sono 34, tra cui diversi bambini, i palestinesi uccisi dagli attacchi dell’esercito israeliano avvenute ieri a Gaza. Lo riferisce il portavoce della Protezione Civile del territorio, Mahmud Basal. Il bilancio del giorno prima contava almeno 85 persone uccise e 365 ferite dalle bombe israeliane in 24 ore. Oltre 56.500 palestinesi sono stati uccisi e altri 133.419 feriti dal 7 ottobre 2023. Ma molte delle vittime sono ancora sotto le macerie o sulle strade, le ambulanze e il personale della protezione civile non riescono a raggiungerle. Termina con un nulla di fatto, cioè senza una decisione in merito alla guerra nella Striscia di Gaza e ai tentativi per arrivare a un accordo sugli ostaggi, la riunione del governo israeliano convocata ieri sera dal premier Benjamin Netanyahu. Stando ai media locali, è stata programmata per oggi un’altra riunione. La fine del conflitto con l’Iran e gli avvenimenti delle ultime settimane hanno aperto “molte possibilità” per la liberazione degli ostaggi israeliani ancora prigionieri a Gaza. Lo ha dichiarato il primo ministro israleiano, Benjamin Netanyahu, in una sua visita all’ufficio dello Shin Bet nel Sud di Israele, dove ha ricevuto un resoconto delle attivita’ del servizio segreto interno, scrive la stampa israeliana. “Abbiamo rimosso una minaccia immediata alla nostra esistenza, due minacce letali. Voglio informarvi che, come sicuramente saprete, molte opportunità si sono aperte dopo questa vittoria. Prima di tutto, salvare gli ostaggi”, ha dichiarato Netanyahu durante la visita, “certo, dovremo anche risolvere la questione di Gaza, sconfiggere Hamas, ma credo che porteremo a termine entrambe le missioni”.L’associazione israeliana che riunisce i familiari delle degli ostaggi ha chiesto lo stop dei combattimenti e l’immediato accordo di liberazione con Hamas, sostenendo che “non ci sono ostacoli a porre fine alla guerra a Gaza”, lo riporta Haaretz. Il governo israeliano infatti ha deciso di interrompere i finanziamenti per gli alloggi alternativi per tutti coloro che risiedono nei territori confinanti con Gaza, per questo l’Hostages and Missing Families Forum ha dichiarato che se non ci sono impedimenti a vivere vicino al confine, non ci sono “impedimenti a porre fine ai combattimenti a Gaza”. “Il governo ha dimostrato oggi ancora una volta ciò che la maggior parte dell’opinione pubblica già sa: la missione di sconfiggere Hamas è stata completata”, ha affermato il Forum. “Israele è riuscito a rimuovere la vera minaccia dalla Striscia di Gaza e ha raggiunto i suoi obiettivi di sicurezza”.Il forum ha chiesto quindi – riferisce sempre Haaretz – un “accordo globale” per la liberazione di tutti i 50 ostaggi e ha aggiunto che solo quando saranno riportati indietro “potrà esserci una vera rinascita nazionale”. Dopo giorni di silenzio di fronte alle numerose testimonianze e inchieste giornalistiche, l’esercito israeliano ha avviato un’indagine su “possibili crimini di guerra” in seguito alle crescenti prove secondo cui le truppe di Israele hanno sparato deliberatamente contro civili palestinesi radunati a Gaza per ricevere aiuti. Centinaia di persone sono state uccise nelle ultime settimane dopo essere state sottoposte ad attacchi aerei, attacchi con droni e mitragliatrici e bombardamenti da parte delle Forze armate israeliane mentre aspettavano che il cibo venisse distribuito o mentre si dirigevano verso i luoghi di distribuzione. Venerdì il quotidiano israeliano Haaretz ha citato soldati israeliani anonimi che hanno dichiarato di aver ricevuto l’ordine di aprire il fuoco sulla folla vicino ai punti di distribuzione di cibo per tenerla lontana dalle postazioni militari israeliane. I soldati hanno detto di essere preoccupati dall’uso non necessario di forza letale contro persone che non rappresentano alcuna minaccia.
Bombe israeliane, ieri almeno 34 civili uccisi. La Croce Rossa: “66 bambini morti di fame”






