Donald Trump non pensa di estendere la scadenza del 9 luglio per la pausa dei dazi. lo ha detto il presidente americano, secondo quanto riportato l’agenzia Bloomberg. Il capo della Casa Bianca ha sollevato dubbi sulla possibilità di raggiungere un accordo commerciale con il Giappone: “Tokyo pagherà dazi al 30%, al 35% o qualsiasi altro dazio che fisseremo”, ha spiegato. Gli Usa e l’Ue starebbero raggiungendo un accordo su una percentuale di dazi di base del 10% da parte degli Stati Uniti, con agevolazioni per settori specifici e un impegno “a priori” degli Stati Uniti a ridurre i dazi. Lo scrive Politico, citando quattro diplomatici. Secondo la testata, un primo accordo politico non vincolante può essere raggiunto entro la scadenza dell’8 luglio ma ci sono ancora molti dettagli da definire nei pochi giorni rimanenti, hanno affermato i diplomatici. Il Senato approva la legge di bilancio voluta da Trump. Le norme prevedono tagli fiscali e di spesa per 3.300 miliardi di dollari. I voti sono stati 51 a favore e 50 contro: decisivo dunque il sì del vicepresidente Usa, Vance, che presiede la camera alta degli Stati Uniti. La legge ora passa al vaglio della Camera dei Rappresentanti. Gli Stati Uniti e l’India stanno per raggiungere un accordo per abbassare le tariffe sulle importazioni americane nel paese dell’Asia meridionale e per aiutare l’India a evitare che i dazi imposti dall’amministrazione Trump aumentino drasticamente la prossima settimana, ha detto martedì il segretario al Tesoro Scott Bessent. “Siamo molto vicini all’India”, ha detto Bessent alla Fox News in risposta a una domanda sui progressi dei negoziati commerciali. I funzionari indiani hanno prolungato la visita a Washington della scorsa settimana fino a lunedì per cercare di raggiungere un accordo commerciale con l’amministrazione del presidente Donald Trump e affrontare le preoccupazioni persistenti di entrambe le parti, secondo quanto riferito da fonti del governo indiano a Reuters. L’India è uno degli oltre una dozzina di paesi che stanno negoziando attivamente con l’amministrazione Trump per cercare di evitare un forte aumento delle tariffe doganali il 9 luglio, quando terminerà la pausa tariffaria di 90 giorni. L’India potrebbe vedere la sua nuova tariffa “reciproca” aumentare al 27% dall’attuale 10%. I colloqui tra Stati Uniti e India hanno incontrato ostacoli a causa dei disaccordi sui dazi all’importazione per i componenti automobilistici, l’acciaio e i prodotti agricoli, in vista della scadenza fissata da Trump per l’imposizione di dazi reciproci. “Siamo a metà strada – speriamo più che a metà strada – di un negoziato commerciale molto complesso”, ha dichiarato lunedì il ministro degli Esteri indiano Subrahmanyam Jaishankar durante un evento a New York. “Ovviamente, la mia speranza è che si giunga a una conclusione positiva. Non posso garantirlo, perché c’è un’altra parte coinvolta nella discussione”, ha affermato Jaishankar, che si trova negli Stati Uniti per un incontro del gruppo Quad incentrato sulla Cina. Ha aggiunto che “ci dovrà essere un compromesso” e che le due parti dovranno trovare un terreno comune. Bessent ha dichiarato a Fox News che diversi paesi hanno programmi diversi per gli accordi commerciali, compreso il Giappone, di cui Trump si è lamentato lunedì. Ma Bessent ha aggiunto che i negoziatori commerciali di carriera sono impressionati dalle offerte che i paesi stanno facendo agli Stati Uniti. “Le persone che lavorano al Tesoro, al Commercio e all’USTR da 20 anni dicono che si tratta di accordi che non hanno mai visto prima”, ha affermato Bessent. Finora, solo la Gran Bretagna ha negoziato un accordo commerciale limitato con l’amministrazione Trump, accettando una tariffa statunitense del 10% su molti beni, tra cui le automobili, in cambio di un accesso speciale per i motori aeronautici e la carne bovina britannica. La Federal Reserve ha interrotto la sua manovra di tagli ai tassi di interesse a seguito dei dazi commerciali decisi dall’amministrazione Trump, in modo da verificare quali siano gli effetti inflazionistici degli stessi. Lo ha confermato il presidente della Fed, Jerome Powell rispondendo a una domanda durante un dibattito al forum annuale della Bce a Sintra, in Portogallo. “Ci siamo messi in pausa quando abbiamo visto tutta questa cosa sui dazi e le aspettative di aumento di inflazione a conmseguenza di questi. L’economia Usa è in una situazione solida e la cosa prudente da fare è aspettare e vedere cosa faranno queste misure. Per ora aspettiamo”, ha detto. Powell ha ribadito che “una solida maggioranza” del direttorio della Fed, il Fomc “si attende che sarà appropriato più avanti nell’anno iniziare a ridurre i tassi. E che questo dipenderà comunque dai dati che giungeranno. Monitoreremo in particolare cosa si mostra in termini di inflazione, cosa non si mostra e guarderemo anche con attenzione al mercato del lavoro. Queste sono le cose che verranno osservate ma comunque – ha ripetuto – pensiamo che sarà appropriato più avanti nell’anno” ridurre i tassi. Powell non si è sbilanciato su quando verrà effettuata questa mossa: “dipenderà dai dati, decideremo volta per volta e non escluderei alcun meeting dal tavolo”. Il ministro del Commercio turco Ömer Bolat e il commissario per il commercio e la sicurezza economica, le relazioni interistituzionali e la trasparenza Maros Sefcovic si sono incontrati oggi ad Ankara in occasione della seconda riunione del Dialogo ad alto livello sul commercio. La Turchia, Paese candidato e partner dell’Unione doganale, e l’UE sono importanti partner commerciali, con flussi commerciali bilaterali che sono cresciuti costantemente nel corso degli anni fino a raggiungere i 210 miliardi di euro nel 2024. Il dialogo commerciale ad alto livello tra la Turchia e l’Ue è diventato una piattaforma preziosa per salvaguardare il buon funzionamento dell’Unione doganale e orientare la cooperazione futura. Nel corso dell’incontro, il ministro e il commissario hanno innanzitutto fatto il punto sui buoni progressi compiuti lo scorso anno per eliminare le barriere incontrate nel commercio bilaterale. Hanno confermato che, sulla base dell’impegno e del dialogo, le Parti sono state in grado di affrontare congiuntamente gli ostacoli e di ottenere risultati positivi e tangibili. Un altro pilastro dell’incontro è stato quello di esplorare le modalità di ulteriore cooperazione in settori chiave quali la transizione verde, con particolare attenzione al Cbam e all’economia circolare, il commercio digitale, la mobilità delle imprese, la difesa commerciale, la cooperazione doganale, il commercio di prodotti biologici e gli appalti pubblici. Dopo la riunione ad Ankara Sefcovic volerà negli Usa dove, domani a Washington, sono attesi gli incontri decisivi con i negoziatori americani sul dossier dazi.
Dazi, Trump: “Non penso di prorogare la data del 9 luglio”






