Hamas si dice pronto ad accettare la proposta di cessate il fuoco a Gaza “a condizione che la guerra finisca”. Lo riferiscono fonti di stampa statunitensi, citando le dichiarazioni di Taher Al-Nunu, uno dei vertici dell’organizzazione politico-militare che governa la Striscia dal 2006. Al-Nunu ha aggiunto che il Movimento è “pronto e serio sul raggiungimento di un accordo”, e ad “accettare qualsiasi iniziativa che conduca alla fine completa della guerra”. Fonti interne al governo egiziano fanno sapere che una delegazione di Hamas è attesa al Cairo per discutere anche la bozza di cessate il fuoco di 60 giorni avanzata dal presidente Donald Trump. Quest’ultimo lunedì 7 luglio accoglierà alla Casa Bianca il primo ministro Benjamin Netanyahu, a 21 mesi dallo scoppio del conflitto, che solo nelle ultime 24 ore ha provocato decine di nuove vittime civili nell’enclave palestinese.Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ieri ha visitato Rafah insieme a numerosi altri funzionari e comandanti militari. Katz ha dichiarato che Israele non rinuncerà agli obiettivi di restituzione degli ostaggi e di eliminazione di Hamas. “L’operazione è stata fatta per raggiungere due obiettivi: restituire gli ostaggi e garantire che Hamas non sia qui. Non allenteremo questo obiettivo” ha detto ai giornalisti. “In conclusione, uccidere il nemico, riportare gli ostaggi e vincere: questa è la nostra missione, e non c’è modo di rinunciare. Non scenderemo mai a compromessi, comprendiamo il prezzo che è stato pagato. Vedo i materiali in continuazione, lo vedete anche voi: Hamas non è cambiato, non è cambiato, vuole sempre tornare su che ha fatto e annientare”. Il bilancio delle vittime palestinesi nella Striscia di Gaza, devastata dalla guerra, è salito a 57.012, con 134.592 feriti dall’ultimo round del conflitto scoppiato il 7 ottobre 2023, hanno dichiarato mercoledì le autorità sanitarie di Gaza. Almeno 6.454 palestinesi sono stati uccisi e altri 22.551 feriti da quando Israele ha ripreso le operazioni militari nell’enclave, il 18 marzo, dopo un breve cessate il fuoco. Almeno 640 palestinesi sono stati uccisi e 4.488 feriti, molti dai colpi di arma da fuoco israeliani, mentre cercavano di ottenere aiuti nei siti di distribuzione degli aiuti umanitari a Gaza. Le autorità sanitarie di Gaza hanno dichiarato che Israele ha lanciato attacchi multipli in tutto il territorio mercoledì, causando ben oltre 40 morti, tra cui il capo dell’Ospedale Indonesiano, uno dei più grandi istituti medici di Gaza. In una dichiarazione, le autorità sanitarie hanno condannato l’uccisione degli operatori medici da parte di Israele.Nella Striscia di Gaza l’85 per cento della popolazione non accede agli aiuti umanitari. Quella dell’85% è la percentuale di popolazione soggetta a ordini di evacuazione o che si trova all’interno di zone militari, una condizione che “compromette gravemente l’accesso della popolazione al sostegno umanitario essenziale”. Lo ha detto il portavoce dell’Onu nel corso del suo incontro quotidiano con i media internazionali. L’esercito israeliano ha usato una bomba americana da 230 chili nell’attacco all’internet caffe’ di Gaza costato la vita a decine di palestinesi, tra cui giornalisti e blogger. Lo ha rivelato il Guardian. Frammenti dell’arma sono stati trovati tra le macerie dell’Al-Baqa Cafe’, situato sul lungomare di Gaza City, nei pressi di un internet point frequentato da giornalisti, studenti, famiglie e attivisti. I frammenti della bomba sono stati fotografati dal quotidiano inglese. Esperti ritengono che facciano parte di una bomba Mk-82 di fabbricazione americana. Le vittime dell’attacco, secondo fonti mediche e locali, sono tra i 24 e i 36 palestinesi, e altre decine di persone sono rimaste ferite. Tra le vittime un bambino di quattro anni. Tra i feriti un ragazzo di 14 e una bambina di 12. “È giunto il momento per Israele di annettere la Cisgiordania”, ha affermato il ministro della Giustizia israeliano Yariv Levin durante un incontro con il leader dei coloni Yossi Dagan, presidente del Consiglio Regionale di Samaria. “Penso che questo periodo, al di là delle questioni attuali, sia un’opportunità storica che non dobbiamo perdere. È giunto il momento di applicare la sovranità sulla Cisgiordania, ha sottolineato, definendo la sua “posizione su questo tema è ferma, è chiara”. Per il ministro della Giustizia, è “realistico e possibile”. “Ed è essenziale, prima di tutto, realizzare il nostro diritto sulla terra. Certamente per contribuire alla sicurezza e per rendere giustizia ai coloni e al movimento per gli insediamenti che meritano di essere cittadini pari sotto ogni aspetto” ha aggiunto, riferendosi al circa mezzo milione di coloni israeliani che vivono nei Territori occupati palestinesi. Dagan ha ringraziato Levin per la sua “coraggiosa collaborazione”, definendo la Cisgiordania “non solo il cuore della terra, ma anche la cintura di sicurezza per lo Stato di Israele”.
Vacilla la tregua di Trump. Netanyahu: “Distruggere Hamas”, Hamas: “Stop alla guerra”






