giovedì, Gennaio 15, 2026

Santa Marinella e la Lazio Blue Route: la riscoperta di un mare che vale

Nel gioco infinito tra modernità e memoria, tra progresso e identità, il Comune di Santa Marinella ha deciso di puntare sulla storia per disegnare il proprio futuro. Non con inutili nostalgie, ma con la consapevolezza che il passato è l’unico terreno solido su cui costruire un domani che abbia senso. Così nasce il progetto “Lazio Blue Route”, un tentativo di creare un nuovo modello di sviluppo costiero, un turismo lento, rispettoso, attento alle radici e al paesaggio. Il primo press tour, organizzato in collaborazione con Istinto Social Lab 4 Business Aps, ha coinvolto giornalisti e specialisti dei social media, portandoli a conoscere da vicino questo tratto di costa nord laziale, ricco di borghi marinari, siti archeologici e natura incontaminata. Santa Marinella, con la sua eredità millenaria, si conferma cuore pulsante di questa iniziativa. Qui si mescolano archeologia, cultura marinaresca e sostenibilità, tre elementi che dovrebbero essere la bussola per ogni sviluppo degno di questo nome. La visita si è snodata tra Civitavecchia e Santa Severa, toccando luoghi suggestivi come il Monumento Naturale La Frasca, la spiaggia fossile, il centro storico di Santa Marinella con le sue ville Liberty, gli scavi di Castrum Novum e il castello di Santa Severa, senza dimenticare l’immersione nel porto etrusco di Pyrgi. Un itinerario che non è solo turismo, ma esperienza diretta del territorio, della sua storia e della sua bellezza autentica. Il sindaco Pietro Tidei parla con convinzione: la città ha in mano 24 chilometri di costa “ricca di storia, cultura e archeologia”, oltre a un clima e un’aria che non sono una banale cartolina ma una vera risorsa. La “Blue Route” diventa quindi un modo per mettere insieme questi pezzi, per offrire un turismo diverso, più consapevole, meno rapido e superficiale. Emanuele Minghella sintetizza bene il senso dell’operazione: “Scommettere sulla Blue Economy significa scegliere la sostenibilità e il futuro.” Una scommessa che non è facile, perché implica rispetto e attenzione verso un territorio che spesso è stato trascurato o sfruttato male. Ma è proprio in questa direzione che si gioca la vera partita per Santa Marinella e la sua costa. Insomma, il futuro è ancora una volta nelle mani di chi sa guardare indietro, imparare, valorizzare e non cedere alla tentazione del consumo rapido e superficiale. La “Lazio Blue Route” è una sfida, una promessa e un auspicio: tornare a fare del mare non solo un luogo di villeggiatura, ma un patrimonio di civiltà da custodire e celebrare.

Articoli correlati

Ultimi articoli