Un incendio ha colpito duramente il cantiere della Liburna romana a Fiumicino, distruggendo la falegnameria e le attrezzature usate dal maestro d’ascia Oscar Carmosini. A distanza di una settimana dal rogo del 7 luglio, il Comitato Saifo lancia un appello a Comune, Regione e imprese locali per ricostruire l’area tecnica e permettere la ripresa dei lavori. Per fortuna, la nave da guerra romana lunga 33 metri, fedele riproduzione storica, è rimasta integra: le fiamme l’hanno solo lambita. Ma senza macchinari e strumenti il cantiere è ora fermo. “Le cose possono sempre avere un nuovo inizio. L’importante è che non brucino le idee”, ha dichiarato Massimo Bianchi, presidente del Comitato Saifo, ringraziando i volontari che in questi giorni si sono messi al lavoro per ripulire l’area devastata. Un camion si è offerto di rimuovere i macchinari bruciati, mentre un cantiere ha donato 4 pali di legno per avviare la ricostruzione della tettoia. Un primo segnale di ripartenza. Tra le voci solidali anche quella della consigliera regionale del Pd Michela Califano, che chiede un impegno concreto dalle istituzioni: “La Liburna non è solo il sogno del maestro Carmosini, ma un simbolo per Fiumicino e l’intera Regione. Un’opera d’arte studiata anche dalle università estere, che merita di diventare patrimonio pubblico.” Il cantiere, negli anni, era diventato un punto di riferimento culturale per il territorio. L’obiettivo ora è ricostruire al più presto l’area di lavoro e portare a termine il progetto, nonostante il duro colpo subito.






