lunedì, Dicembre 1, 2025

I bambini e Torre Flavia, un legame speciale: alla scoperta della natura con un inno dedicato all’oasi protetta

Un rapporto che cresce giorno dopo giorno, quello tra i più piccoli e l’oasi protetta di Torre Flavia, prezioso angolo di biodiversità del litorale nord. Protagonista di questa storia è la scuola Ilaria Alpi, che insieme al gestore di Città Metropolitana, Corrado Battisti, ha guidato una classe di giovani esploratori tra i sentieri e i segreti del sito naturalistico. L’iniziativa didattica, ideata da Vincenza Burgarella, tirocinante in Scienze della Formazione Primaria presso l’Università Europea di Roma, è stata realizzata sotto la supervisione della tutor accogliente Maria Caterina e con la collaborazione del team docente della III° D. Un progetto che ha permesso agli alunni di vivere un’esperienza immersiva, osservando dal vivo gli ecosistemi studiati e documentati da esperti, con particolare attenzione all’habitat floreale e all’avifauna migratoria, che annovera specie rare e in via d’estinzione come il fratino e il corriere piccolo. La visita, momento conclusivo di un percorso ecologico articolato, ha visto i bambini protagonisti anche nella creazione di cartelli illustrativi posizionati lungo il percorso che conduce alla palude e alla spiaggia, con l’obiettivo di sensibilizzare i visitatori alla tutela dell’area. Non solo: i giovani studenti hanno anche registrato un podcast ambientale, che è diventato un vero e proprio inno dedicato all’oasi, raccontando con parole semplici e autentiche un luogo che hanno imparato a conoscere e ad amare. L’oasi naturalistica di Torre Flavia è infatti la prima area protetta in Italia cogestita dai bambini, simbolo di un modello innovativo di educazione ambientale e cittadinanza attiva. «I nostri alunni, accompagnati dalla guida Corrado Battisti – raccontano le docenti – hanno potuto osservare da vicino le gambusie, piccoli pesci noti come “mangia-zanzare”, temporaneamente prelevati dall’omonimo stagnetto, sotto la supervisione di esperti. Hanno inoltre assistito all’installazione di una casetta-rifugio tra le tamerici, pensata per accogliere piccoli volatili della palude come la cinciallegra». Un’esperienza che ha trasformato Torre Flavia da semplice ambiente naturale da visitare a luogo di apprendimento autentico, inserito in un percorso di crescita che favorisce la consapevolezza ambientale e la partecipazione attiva dei cittadini di domani.

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