mercoledì, Gennaio 21, 2026

Ue: “Con gli Usa sui dazi siamo all’ultimo miglio”

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha inasprito le sue richieste nei negoziati commerciali con l’Ue, spingendo per un dazio minimo del 15-20% in qualsiasi accordo con la Commissione europea. Lo afferma il Financial Times, citando tre fonti informate sui colloqui. La posizione più dura del presidente degli Stati Uniti sarebbe mirata a testare la soglia di tolleranza dell’Ue dopo settimane di negoziati su un accordo quadro che avrebbe mantenuto un dazio di base del 10% sulla maggior parte dei beni. Trump non si sarebbe nemmeno lasciato convincere dall’ultima offerta dell’Ue di ridurre i dazi sulle auto, e secondo fonti vicine ai negoziati sarebbe disposto a mantenere i dazi del settore al 25% come previsto. “Abbiamo un paio di importanti lettere commerciali in partenza, potrebbero essere inviate oggi stesso”. Lo ha annunciato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, durante la cerimonia di firma del Genius Act, una legge a tema criptovalute. “Abbiamo accordi commerciali che ci escono dalle orecchie. Ne abbiamo così tanti che ci stanno chiamando tutti”, ha aggiunto Trump, secondo cui “quando mandiamo la notizia dicendo che pagherete dazi del 35% o del 40%, quello è un accordo”. Secondo il presidente, i Paesi che riceveranno le lettere “poi chiameranno e vedranno se possono raggiungere un accordo un po’ diverso, aprendo il loro Paese al commercio. “Il clima tra gli Stati Ue nei confronti degli Stati Uniti è cambiato, specie dopo l’ultima missione del commissario europeo al Commercio, Maros Sefcovic, a Washington che non sembra sia stata di successo. “L’esito negoziato rimane il risultato preferito, ma lo strumento anticoercizione ora è apertamente sollevato anche dalla Germania”, racconta una fonte diplomatica al termine della riunione degli   ambasciatori. “L’umore è chiaramente cambiato tra tutti gli Stati Uniti, tranne l’Ungheria”, evidenzia. Il primo agosto rimane “una scadenza vincolante, quindi nelle prossime due settimane gli Stati membri   dovranno determinare il livello di asimmetria che sono disposti ad accettare e quali contromisure adottare. Tutte le opzioni danneggeranno l’economia e si prevede che le contromisure suscitino una  reazione da parte di Trump”, chiarisce la fonte diplomatica. “E’ ancora una tariffa alta”. Lo ha detto Antonio Tajani, ministro degli Esteri, durante il ventesimo congresso della Cisl, rispondendo a chi gli aveva chiesto se la percentuale del 15% sia accettabile  per le merci europee che approdano negli Stati Uniti. “Bisogna vedere come si conclude perche’ dire il 15% , flat, cioe’ uguale per tutti i settori, allora si puo’ discutere.  Anche il 10% sarebbe perfetto, attenzione se poi ti danno il 70% sul farmaceutico allora non va bene. Bisogna vedere la percentuale quali prodotti riguarda. Non e’ soltanto una questione di percentuale, se ci sono – ha aggiunto – delle eccezioni  e sono il 15% e altre sono piu’ basse allora potrebbe anche essere ragionevole, ma se e’ il 15% e poi ci sono dei picchi in altri settori. Bisogna vedere l’accordo nel suo complesso. Non basta dire il 10 o il 15%, certamente  sopra il 15 non e’ accettabile e gia’ e’ difficilmente accettabile, bisognera’ vedere settore per settore”.

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