Oltre 100 palestinesi sono stati uccisi ieri, in parte nei raid israeliani su Gaza e in parte ai centri di distribuzione del cibo, mentre ieri sera, a Tel Aviv e in altre città israeliane, decine di migliaia di persone sono scese in strada con striscioni e slogan chiedendo con urgenza un accordo per lo scambio tra ostaggi israeliani e prigionieri palestinesi. Le morti di persone in attesa di aiuti in enormi folle vicino ai punti di ristoro a Gaza sono diventate un evento regolare, con le autorità del territorio che spesso attribuiscono la colpa al fuoco israeliano. Per contro, la Gaza Humanitarian Foundation (Ghf), sostenuta da Stati Uniti e Israele, che ha sostituito le agenzie delle Nazioni Unite come principale distributore di aiuti nel territorio, ha accusato Hamas di fomentare disordini e di sparare contro i civili. Il portavoce della difesa civile, Mahmud Bassal, ha affermato che le morti sono avvenute nei pressi di un sito a sud-ovest di Khan Yunis e di un altro centro a nord-ovest di Rafah, entrambi nella parte meridionale di Gaza, attribuendo le morti a “colpi d’arma da fuoco israeliani”. Un testimone ha raccontato di essersi diretto verso la zona di Al-Tina a Khan Yunis prima dell’alba con cinque dei suoi parenti per cercare di procurarsi del cibo quando “i soldati israeliani” hanno iniziato a sparare. “Io e i miei parenti non siamo riusciti a ottenere nulla”, ha detto Abdul Aziz Abed, 37 anni, all’Afp. “Ogni giorno vado lì e tutto ciò che otteniamo sono proiettili e stanchezza invece di cibo”. Anche altri tre testimoni hanno accusato i soldati di aver aperto il fuoco. Diversi testimoni, anche nei giorni scorsi, hanno accusato le forze israeliane di aver sparato sulla folla mentre la Ghf, sostenuta da Stati Uniti e Israele, che ha sostituito le agenzie delle Nazioni Unite come principale distributore di aiuti nel territorio, ha accusato Hamas di fomentare disordini. Il ministero della Salute Palestinese gestito da Hamas ha annunciato che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) invierà oggi negli ospedali della Striscia tre camion carichi di medicinali e forniture mediche. I camion non contengono generi alimentari, si legge in un comunicato stampa pubblicato su Telegram. “Il ministero della Salute invita i cittadini, tutte le autorità, le famiglie e le parti interessate a compiere ogni sforzo per proteggere il convoglio, impedire qualsiasi interferenza con i camion e consentire il loro arrivo sicuro negli ospedali per salvare la vita dei malati e dei feriti”, sottolinea la nota. Nuova operazione delle Idf nella Striscia di Gaza annunciata dal tenente colonnello Avichay Adraee, che ha emesso un ordine di evacuazione per tutti i residenti di diversi isolati nell’area sud-occidentale di Deir al-Balah, compresi quelli che vivono in tende. “Espandiamo le attivita’ in un’area in cui non abbiamo ancora operato”, ha annunciato il portavoce delle forze armate israeliane. Secondo l’annuncio, “le Idf continuano a operare con grande forza per distruggere le infrastrutture nemiche e terroristiche nell’area e stanno espandendo le loro attività in un’area in cui non hanno ancora operato”. Ai residenti è stato ordinato di evacuare verso sud, verso al-Mawasi. I combattenti tribali sono stati evacuati dalla città meridionale siriana di Sweida e i violenti scontri sono cessati, secondo il governo siriano. “Dopo gli intensi sforzi del Ministero degli Interni per attuare l’accordo di cessate il fuoco, a seguito del dispiegamento delle sue forze nelle regioni settentrionali e occidentali del governatorato di Sweida, la città di Sweida è stata evacuata da tutti i combattenti tribali e gli scontri nei quartieri cittadini sono cessati”, ha dichiarato il portavoce del Ministero degli Interni, Noureddine al-Baba, in un post su Telegram.
Guerra Israele Siria, strage a Gaza: oltre 100 morti. Tel Aviv protesta per gli ostaggi






