domenica, Novembre 30, 2025

Ladispoli, secondo incontro ufficiale sulle tartarughe marine: come riconoscere le tracce e tutelare i nidi di Caretta caretta

La sabbia ancora calda di luglio, i riflessi del mare che si confondono con le luci artificiali e poi quel momento magico, impresso nella memoria di chi c’era: una tartaruga Caretta caretta, affiorata in punta di pinne sulla spiaggia di via Regina Elena, nei pressi dello stabilimento Columbia. Era sera, la folla si era radunata rapida, armata di curiosità e smartphone. Troppo rumore, troppa luce. Così, la tartaruga, forse spaventata, ha fatto dietrofront, scomparendo tra le onde, lasciando alle spalle solo una scia e un’occasione perduta. Proprio per evitare che episodi simili si ripetano, si torna a parlare di tutela e sensibilizzazione. Giovedì 25 luglio, alle ore 18:00, presso la sede dell’Associazione Nautica di Campo di Mare, in via Navigatori Etruschi, si svolgerà il secondo incontro ufficiale aperto al pubblico sulle tartarughe marine. Un evento divulgativo e formativo promosso nell’ambito del progetto Tarta Lazio, che vedrà la partecipazione dei biologi Luca Marini e Roberta Monti, due tra i massimi esperti regionali in tema di tartarughe marine. Al centro dell’incontro, le modalità per riconoscere le tracce di nidificazione della Caretta caretta e i comportamenti corretti da adottare in caso di avvistamenti. Un’iniziativa resa possibile anche grazie al supporto di Corrado Battisti, naturalista e gestore della Riserva Naturale di Torre Flavia, che si estende tra i comuni di Cerveteri e Ladispoli. Il progetto Tarta Lazio è nato con l’obiettivo di creare una rete di cittadini attenti e formati, capaci di riconoscere segnali di presenza della specie e contribuire così alla conservazione di una delle creature marine più antiche e affascinanti del Mediterraneo.

Un ricordo indelebile: l’estate delle 90 uova
L’appuntamento di giovedì rappresenta anche un’occasione per ricordare un evento straordinario che ha segnato la storia naturale del litorale: l’estate del 2020, quando una Caretta caretta scelse la spiaggia di Palo Laziale per depositare ben 90 uova. Un evento definito “storico” dagli esperti, mai registrato prima almeno negli ultimi 50 anni. Un miracolo della natura che mobilitò volontari, biologi, guardiaparco e associazioni per settimane. Le condizioni meteo avverse e le mareggiate misero a rischio il nido, e si decise quindi di trasferire le uova in una zona più sicura, presso la spiaggia di Campo di Mare. Da lì, notte dopo notte, si organizzò un vero e proprio presidio per sorvegliare il nido e garantire che i piccoli esemplari potessero raggiungere il mare in sicurezza. Un lavoro silenzioso, fatto di turni notturni, pazienza e passione, che culminò con la nascita di decine di tartarughine, accolte da un pubblico commosso.

Educare per proteggere
Il secondo incontro Tarta Lazio sarà quindi non solo una lezione di biologia marina, ma anche un appello alla responsabilità collettiva. I relatori spiegheranno come distinguere le tracce lasciate dalle tartarughe sul bagnasciuga, come comportarsi in caso di avvistamento e come segnalare la presenza di un nido alle autorità competenti. «La presenza delle tartarughe sulle nostre spiagge non è più un’eccezione, ma un fenomeno sempre più frequente – spiegano gli organizzatori – e dobbiamo essere pronti ad accoglierle, rispettandone i tempi e i luoghi. Basta poco per fare la differenza: spegnere una torcia, fare un passo indietro, evitare schiamazzi e flash. Il rispetto della natura inizia dall’informazione». L’ingresso all’evento è libero e rivolto a tutti: adulti, famiglie, operatori balneari e semplici amanti del mare. Perché il futuro delle tartarughe marine passa anche per le spiagge di casa nostra.

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