sabato, Gennaio 17, 2026

Leonardo Lamma, chiuse le indagini: indagata la comandante dei vigili. Omicidio stradale a tre anni e mezzo dalla tragedia

A oltre tre anni dalla morte di Leonardo Lamma, il 19enne deceduto tragicamente in un incidente su Corso Francia il pomeriggio del 7 aprile 2022, la Procura di Roma ha chiuso le indagini preliminari, iscrivendo cinque persone nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio stradale. Dopo tre richieste di archiviazione respinte dal giudice per le indagini preliminari, arriva una svolta investigativa che potrebbe finalmente aprire la strada a un processo per accertare eventuali responsabilità nella morte del giovane. Tra gli indagati spicca il nome di Barbara Luciani, responsabile del gruppo Cassia della Polizia Locale, che secondo l’accusa avrebbe omesso di impedire la rimozione delle transenne poste a delimitare un tratto di manto stradale provvisoriamente ripristinato dopo il cedimento di una tubatura Acea. Quel tratto, ricoperto con un rattoppo irregolare, presentava dossi e dislivelli pericolosi, ritenuti determinanti nella perdita di controllo della moto da parte di Leonardo.

La dinamica dell’incidente
Era un pomeriggio come tanti. Leonardo, studente universitario con una grande passione per le due ruote, viaggiava in sella alla sua moto lungo Corso Francia, uno dei principali assi viari della capitale. In prossimità dell’incrocio con via Flaminia, la tragedia: il giovane avrebbe perso l’equilibrio proprio sul tratto di asfalto dissestato, risultato essere una copertura provvisoria di una voragine formatasi nei giorni precedenti, a seguito della rottura di una conduttura idrica. Il ragazzo è stato sbalzato dalla sella e ha impattato violentemente contro lo spartitraffico centrale. L’impatto non gli ha lasciato scampo: Leonardo è morto sul colpo. Inizialmente classificato come un tragico incidente, il caso ha preso una nuova direzione grazie alla tenacia dei familiari della vittima, che hanno più volte chiesto ulteriori approfondimenti.

Le responsabilità e gli indagati
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, a causare la morte del giovane non sarebbe stato solo il rattoppo irregolare, ma anche una manovra azzardata di un furgoncino che lo precedeva e che avrebbe innescato la caduta, facendo perdere a Leonardo quel minimo equilibrio rimasto su un fondo già instabile. Il conducente del furgone è tra gli indagati. Oltre a lui e alla funzionaria della Polizia Locale, figurano anche: un ex dirigente del SIMU (Dipartimento Sviluppo Infrastrutture e Manutenzione Urbana del Comune di Roma), un dirigente di Acea Ato 2, responsabile della rete idrica della zona, l’imprenditore della ditta incaricata del ripristino stradale, accusato di aver effettuato i lavori senza adeguate misure di sicurezza. In particolare, la mancata segnalazione del pericolo, il ritiro prematuro delle transenne e l’assenza di collaudi o verifiche dopo il rattoppo, vengono considerate dalle autorità cause dirette o concorrenti della tragedia.

La battaglia della famiglia
La famiglia di Leonardo, assistita da legali e sostenuta da numerosi amici e cittadini, non ha mai smesso di chiedere giustizia. La madre e il padre del ragazzo hanno partecipato attivamente alle udienze, producendo documenti, fotografie e testimonianze per tenere accesi i riflettori sulla vicenda. La loro determinazione ha spinto il gip a respingere ben tre richieste di archiviazione avanzate nel corso del tempo, costringendo la Procura ad approfondire ogni dettaglio. Oggi, con la chiusura delle indagini, si apre una nuova fase: la valutazione del rinvio a giudizio.

Il prossimo passo
Gli indagati avranno ora la possibilità di presentare memorie difensive o chiedere interrogatori, prima che il pubblico ministero decida se chiedere il rinvio a giudizio. La partita, giudiziaria ed emotiva, è tutt’altro che conclusa. Ma per la famiglia Lamma, quella che si apre oggi è una piccola vittoria morale, il segno che la giustizia non ha voltato le spalle a un ragazzo di appena 19 anni, strappato alla vita in un pomeriggio qualunque per un insieme di negligenze che ora, finalmente, si stanno cercando di chiarire fino in fondo.

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