Una nuova polemica scuote il già teso clima politico della città. Al centro dello scontro, la sentenza del Consiglio di Stato che impone l’abbattimento parziale della struttura del noto ristorante L’Isola del Pescatore, e le dichiarazioni del sindaco Pietro Tidei, che aveva ribadito l’impegno dell’amministrazione per “il ripristino della legalità”. A sorprendere è però la presa di posizione della consigliera comunale di maggioranza Maura Chegia, della lista Cittadini al Centro, che critica apertamente le parole del primo cittadino: «Le parole del sindaco sono state eccessivamente dure nei confronti di un’attività che, pur colpita da una sentenza definitiva, si è detta pronta a rispettarla» – dichiara Chegia – «Dissento con forza, soprattutto quando si afferma che tutta l’amministrazione sarà diligente nell’immediato ripristino della legalità. La politica non può sostituirsi agli uffici, i controlli spettano alla struttura amministrativa, non agli organi politici». La consigliera punta il dito contro l’eccessivo zelo dell’amministrazione, chiedendo un approccio più pragmatico e umano: «Parliamo di circa venticinque famiglie che vivono grazie a quel lavoro stagionale. Dopo oltre tre anni di iter giudiziari, due mesi non cambiano la sentenza, ma possono salvare stipendi e dignità. Sanare sì, ma farlo dopo l’estate è più logico e più umano». Chegia difende il valore dell’attività ricettiva, che a suo dire ha contribuito a promuovere l’immagine di Santa Severa offrendo «un servizio di qualità sotto gli occhi di tutti», e rilancia con una proposta concreta: «Sanare a partire dal 1° ottobre è una proposta di buon senso. Io mi muoverò in questa direzione. Non vedo ostacoli oggettivi. Se davvero vogliamo fare gli sceriffi, cominciamo da chi ha preso un parco pubblico e lo tiene chiuso da mesi, privando i giovani di un punto di aggregazione». Non si è fatta attendere la reazione dei gruppi di opposizione. In un comunicato congiunto, i sette consiglieri di minoranza accolgono con favore le dichiarazioni della Chegia, pur sottolineando quello che definiscono un cambio di rotta tardivo: «Finalmente anche da dentro la maggioranza si leva una voce che fa appello al buon senso, alla tutela delle famiglie, al rispetto per la dignità del lavoro. Peccato solo che questo slancio arrivi dopo anni passati in silenzio ad avallare ogni scelta autoritaria di un sindaco sempre più solo». «Serve il coraggio di dire basta. Se davvero le parole di Chegia non sono solo propaganda, allora è il momento di trarne le conseguenze: sfiduciare Tidei e ridare dignità alla città». «Quando anche chi dovrebbe sostenere il sindaco prende le distanze, è il segnale che questa esperienza amministrativa è arrivata al capolinea. Le dimissioni non sono più un’opzione, ma un atto dovuto». «Siamo sicuri che il pensiero di libertà e autonomia di Chegia sia condiviso anche da altri. Ma perché non escono allo scoperto? È ora di dimostrare indipendenza dal sindaco e reale volontà di servire la città, non la poltrona». Il caso de L’Isola del Pescatore si trasforma così da semplice vicenda amministrativa in un detonatore politico. Il fronte della maggioranza mostra le prime crepe, mentre l’opposizione tenta il colpo di mano per capitalizzare il dissenso interno. Intanto, sullo sfondo, resta la sentenza del Consiglio di Stato, che ha sancito l’irregolarità parziale della struttura. E se la legge chiede di agire subito, la politica si divide sul “come” e sul “quando”, con il destino di venticinque lavoratori e una delle attività simbolo del litorale che si intrecciano con il futuro della giunta Tidei.
Santa Marinella, l’Isola del Pescatore accende la polemica: la consigliera Chegia attacca Tidei, le opposizioni invocano la sfiducia






