venerdì, Gennaio 16, 2026

Usa-Ue, verso l’intesa su una tariffa al 15%. Sull’acciaio resta il 50%

Fonti europee parlano di un’intesa vicina tra USA e UE su una tariffa al 15% come per il Giappone – contro il 30% minacciato da Trump. Resterebbero fuori i dazi sull’acciaio, al 50%. E il presidente americano insiste sull’apertura dei mercati europei alle aziende statunitensi. L’Unione europea intanto si prepara a un esito negativo dei negoziati con Trump con un piano da 93 miliardi di euro. Lo stato attuale dei negoziati sui  dazi tra Unione Europea e Stati Uniti prevede che Washington imponga  una tariffa base del 15%. Lo rivelano fonti diplomatiche europee,  specificando che la decisione finale è nelle mani del presidente  Donald Trump. L’accordo includerebbe anche la clausola Mfn (Nazione  più favorita, pari al 4,8% per gli scambi Ue-Usa) con alcune esenzioni ancora da definire; in cambio, Bruxelles potrebbe ridurre i propri dazi a livello Mfn o allo 0% per alcuni prodotti.La Commissione europea ha dichiarato di voler combinare due liste separate di beni statunitensi, preparate in precedenza, da includere in eventuali misure di ritorsione contro le tariffe imposte dal Presidente degli Stati Uniti. Se Bruxelles darà seguito alla minaccia, ciò comporterà l’imposizione di dazi sulle importazioni statunitensi nell’UE, tra cui il pollame e gli alcolici presenti nella prima lista da 21 miliardi di euro, oltre alla più recente lista di beni da 72 miliardi di euro, che comprendeva automobili e aerei. Se gli Stati membri dell’UE lo approveranno, attraverso un voto previsto nei prossimi giorni, i 93 miliardi di euro di contro-tariffe potrebbero essere imposti a partire dal 7 agosto. L’altra novità è che la Germania, che ha sempre tentato un approccio morbido alle trattative essendo il maggior esportatore in America, sta cambiando idea e sarebbe ora favorevole all’uso del cosiddetto ‘strumento anti-coercizione’, un regolamento dell’UE che consentirebbe di reagire con un arsenale di misure, tra cui tariffe e un potenziale divieto sui servizi statunitensi che colpirebbe duramente il settore tecnologico americano. I dazi statunitensi sull’acciaio nei confronti dell’Ue resterebbero fuori dall’accordo sul 15%, con la conferma della tariffa al 50%. È quanto rendono noto diverse fonti europee dopo che la Commissione ha aggiornato i 27 sulla trattativa in corso tra Ue e Usa. Le fonti confermano che Bruxelles attende una risposta alla Casa bianca e nel frattempo rinnova l’invito all’unità agli Stati membri, evitando negoziati bilaterali con gli Usa. Antonio Tajani, ministro degli Esteri, interviene sull’ipotesi di un accordo Ue-Usa per dazi al 15%: “La trattativa è in corso, è ancora aperta. Difficile fare previsioni”. Quindi aggiunge: “Serve anche un’azione della Bce per tagliare il costo del denaro e far diventare l’euro meno forte. L’attuale cambio di 1,16 dollari per euro è dannoso. Si dice che gli americani vogliano arrivare a un cambio di 1,26 dollari per euro”. Gli indici a Wall Street hanno accelerato e lo S&P 500 ha toccato il record del +0,54% dopo che il Financial Times ha scritto che l’Unione europea e gli Stati Uniti sarebbero vicini a un’intesa sui dazi per un’aliquota al 15%, sul modello dell’accordo tra gli Stati Uniti e il Giappone. Delle 105 società dell’indice S&P 500 che hanno comunicato i risultati finanziari, oltre l’86% rileva utili superiori alle aspettative di Wall Street, secondo quanto afferma FactSet. In questo momento il Dow Jones cresce di 431,47 punti (+0,97%), lo S&P 500 sale di 34,27 punti (+0,54%), il Nasdaq migliora di 56,39 punti (+0,27%). Il petrolio Wti al Nymex perde lo 0,09% a 65,25 dollari al barile. Oro cala di 45,10 dollari, l’1,31%, e chiude a 3.394,10 dollari all’oncia. Euro stabile a 1,176 dollari. Bitcoin in calo dell’1,23% a 117.878 dollari.

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