Un avviso pubblico pubblicato da Flavia Servizi, la partecipata del Comune di Ladispoli, sta sollevando interrogativi e polemiche tra addetti ai lavori e osservatori del settore pubblico. Oggetto del contendere è la ricerca di un Responsabile dell’URP (Ufficio Relazioni con il Pubblico), che dovrà però essere anche giornalista, addetto stampa e figura di coordinamento interno, il tutto con contratto a partita IVA. Un mix di competenze e funzioni che, secondo molti, appare al limite della compatibilità normativa. L’avviso, consultabile sul sito della società, descrive in maniera dettagliata i compiti del futuro incaricato. E già alla prima lettura emergono forti perplessità. Il profilo richiesto combina infatti mansioni dirigenziali interne, come l’assegnazione dei turni di lavoro, la gestione delle ferie e il coordinamento del personale dell’URP, con attività esterne di comunicazione istituzionale e ufficio stampa. Due funzioni ben distinte nella pubblica amministrazione, che qui vengono accorpate in un unico incarico libero professionale, cioè senza rapporto di subordinazione. Il bando impone inoltre la presenza continuativa presso la sede comunale, una condizione che contrasta con i princìpi stessi della collaborazione autonoma a partita IVA, la quale per definizione non prevede vincoli di orario né di presenza fissa. In un passaggio del documento si legge testualmente: “Il Coordinatore dovrà garantire la propria presenza presso la sede comunale continuativamente e costantemente con lo scopo di coordinare al meglio le attività strumentali”. Un’affermazione che, nella sostanza, sembra più consona a un contratto di lavoro subordinato. Altre parti dell’avviso rafforzano il dubbio. Si chiede al “Supervisore” di “garantire il servizio” e di “far osservare ai dipendenti Flavia Servizi le leggi, i regolamenti e le prescrizioni che disciplinano le attività dell’URP”. Un ruolo che va ben oltre la consulenza e tocca ambiti tipici del pubblico impiego, normalmente soggetti a procedure selettive, concorsuali e contrattuali ben più rigorose. Come se non bastasse, viene richiesto anche lo svolgimento di attività giornalistica, con iscrizione all’Ordine dei Giornalisti (ma senza specificare se all’elenco dei pubblicisti o dei professionisti), e attività di ufficio stampa in relazione a iniziative culturali istituzionali. Attività che però non rientrano formalmente nelle competenze di Flavia Servizi, sollevando così ulteriori dubbi sulla coerenza del profilo richiesto. Il risultato è una figura professionale “alchemica”, modellata su misura con una commistione di requisiti specifici e preferenziali difficili da trovare in un singolo soggetto. Ed è qui che si apre il fronte giuridico. Secondo alcuni esperti, l’avviso potrebbe non rispettare pienamente quanto previsto dall’articolo 7, comma 6 del D.Lgs. 165/2001, che disciplina il ricorso alle collaborazioni esterne nella pubblica amministrazione. Il decreto, infatti, stabilisce limiti chiari per l’affidamento di incarichi a consulenti, prevedendo che non si possano utilizzare collaborazioni autonome per funzioni ordinarie e continuative. In sostanza, il bando di Flavia Servizi rischia di sfociare in un ibrido contrattuale poco trasparente, che potrebbe anche attirare l’attenzione degli organi di controllo contabile o ispettivo. Resta da vedere se l’amministrazione comunale o i vertici della partecipata forniranno chiarimenti in merito, o se invece si proseguirà su questa strada. Per ora, il bando rimane aperto, ma il dibattito – nelle stanze della politica locale come tra i cittadini attenti alla spesa pubblica – è solo all’inizio.
Flavia Servizi cerca un responsabile Urp, ma il bando fa discutere: ruoli dirigenziali e ufficio stampa in un’unica figura a partita Iva






