I media israeliani hanno riferito che ci sono divergenze tra il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, e il capo dell’esercito, tenente generale Eyal Zamir, su come procedere nel conflitto a Gaza. Funzionari dell’ufficio di Netanyahu hanno affermato che il primo ministro spinge l’esercito, che già controlla circa tre quarti di Gaza, a conquistare l’intero territorio, un passo che potrebbe mettere in pericolo gli ostaggi, aggravare la crisi umanitaria a Gaza e isolare ulteriormente Israele a livello internazionale. Diverse fonti riferiscono che Zamir si oppone a questa mossa e potrebbe dimettersi o essere costretto a farlo se venisse approvata. Donald Trump in diretta tv ha affermato: “Stiamo cercando di garantire cibo alla popolazione di Gaza. Israele ci aiuterà nella distribuzione, gli Stati arabi con i finanziamenti”. Poi ha aggiunto: “Attualmente stiamo cercando di sfamare la popolazione di Gaza e per questo abbiamo ricevuto 60 milioni di dollari”. Trump non ha risposto a una domanda sulla possibilità di una nuova occupazione israeliana a Gaza: “Siamo lì per sfamare la gente. Per il resto non posso dire, spetta a Israele”. Media palestinesi affermano che 20 persone sono rimaste uccise e decine ferite stanotte quando un camion che trasportava merci verso Gaza si è ribaltato a Deir al-Balah, nella parte centrale della Striscia. Non è ancora chiaro se il camion fosse destinato a commercianti o a un’organizzazione umanitaria. Il mezzo si sarebbe ribaltato dopo che una folla si è radunata attorno al veicolo costringendolo a deviare su un percorso pericoloso, causando l’incidente. Secondo fonti ospedaliere citate da al-Jazeera, almeno 83 persone sono state uccise nel corso della giornata di ieri dagli attacchi israeliani nella Striscia di Gaza. Tra queste ci sarebbero 58 persone che stavano attendendo la distribuzione di aiuti umanitari. Altre otto persone, un bambino e sette adulti, sono morte ieri nella Striscia di Gaza per fame e malnutrizione. Lo ha riferito il ministero della Sanità dell’enclave palestinese, precisando che sale così a 188 il numero dei decessi registrati negli ospedali per fame, tra cui figurano 94 bambini. Miroslav Jenca, assistente del segretario generale dell’Onu per l’Europa, l’Asia centrale e le Americhe, durante una riunione del Consiglio di Sicurezza ha denunciato il fatto che l’espansione delle operazioni militari israeliane nella Striscia di Gaza “rischierebbe conseguenze catastrofiche per milioni di palestinesi e potrebbe mettere ulteriormente in pericolo la vita degli ostaggi rimasti a Gaza”. L’alto funzionario ha aggiunto: “Non esiste una soluzione militare al conflitto a Gaza o al più ampio conflitto tra Israele e Palestina”. Centinaia di israeliani, guidati dalle famiglie degli ostaggi, hanno manifestato di fronte al quartier generale delle Forze armate a Tel Aviv. “Questa è una marcia silenziosa e fragorosa, abbiamo un grido di protesta molto forte”, ha scandito Vicky Cohen, la madre dell’ostaggio israeliano Nimrod Cohen. “Dobbiamo fermare la guerra e riportare tutti a casa. Se questa guerra si intensifica, può ucciderli. Dobbiamo porre fine a tutto questo”, è l’appello di Cohen. Vicky Cohen ha invitato Netanyahu a fare “la cosa giusta” e sottolineato: “Abbiamo perso questa guerra e, con il passare del tempo, la nostra perdita è maggiore. Basta così. Ascoltiamo la volontà del popolo: fermiamo la guerra, riportiamo a casa Nimrod”. Centinaia di manifestanti hanno bloccato anche l’autostrada Ayalon a Tel Aviv per chiedere la liberazione dei prigionieri israeliani: “Non accetteremo l’espansione dei combattimenti a spese delle vite dei nostri fratelli e sorelle prodighi e affamati, non permetteremo che altro sangue di soldati e ostaggi sia versato per le folli illusioni messianiche di occupazione di Gaza”.
Occupazione della Striscia di Gaza, Netanyahu contro l’esercito: “Obbediranno”. Ieri altri 83 morti






