martedì, Gennaio 13, 2026

Oggi Israele decide l’occupazione totale, Netanyahu si impone su esercito e opposizioni

L’ufficio del primo ministro conferma a Times of Israel che Benyamin Netanyahu convocherà il gabinetto di sicurezza oggi alle 18,00 (le 17,00 in Italia) presso il suo ufficio a Gerusalemme per discutere i piani di guerra a Gaza. “Il gabinetto dovrebbe approvare l’occupazione militare totale della Striscia”, riferisce il Times of Israel, nonostante il capo di stato maggiore e altri generali dell’esercito abbiano avvertito dei rischi dell’operazione.Gli ospedali della Striscia di Gaza hanno registrato  almeno 138 morti e 771 feriti in 24 ore. Lo ha riferito ieri il ministero della Sanità dell’enclave palestinese, precisando che almeno 87 persone sono state uccise e 570 sono rimaste ferite mentre erano in attesa di aiuti umanitari. Sale così a 61.158 il numero complessivo dei palestinesi morti dall’inizio del conflitto e a 151.442 quello dei feriti. Centinaia di manifestanti, tra cui le famiglie degli ostaggi ancora detenuti a Gaza, hanno marciato a Tel Aviv per protestare contro il piano di Israele di estendere la guerra prendendo completamente il controllo della Striscia. Durante la manifestazione sono scoppiati scontri con la polizia israeliana, che ha prelevato con la forza Michel Illouz, il padre dell’ostaggio Guy Illouz. Alla protesta si sono uniti anche gli ex ostaggi Yocheved Lifshitz e Ohad Ben-Ami, che hanno chiesto di continuare i negoziati per un accordo completo sui rapiti. “L’occupazione della Striscia potrebbe portare alla perdita della vita dei nostri cari”, hanno avvertito. Danny Miran, padre dell’ostaggio Omri Miran, ha parlato durante la protesta e ha detto: “Mi appello ai membri del gabinetto: la decisione di occupare la Striscia sarà una morte certa per mio figlio”. Dal canto suo, Ella Ben Ami, i cui genitori sono stati entrambi rapiti e restituiti dalla prigionia in un precedente accordo con ostaggi, ha dichiarato: “Oggi i ministri del gabinetto prenderanno una decisione per gli ostaggi che sono ancora lì. Abbiamo visto Evyatar e Rom, non hanno un altro giorno. Se il gabinetto deciderà di sacrificare le loro vite, impazziremo”, ha detto, riferendosi ai video diffusi da Hamas e dalla Jihad islamica palestinese dei due ostaggi apparsi molto provati dalla lunga detenzione. L’accesso limitato dei convogli umanitari a Gaza ha fatto impazzire il mercato nero legato agli alimenti. L’allarme è stato lanciato dall’Onu che fa sapere di come un “sacchetto di zucchero di circa 57 grammi costi circa 170 dollari”, 145 euro, mentre “uova, pollame e carne sono scomparsi dal mercato”. “Le persone – ha aggiunto il portavoce, Farhan Haq – fanno affidamento su legumi e pane per sopravvivere, quando e se disponibili, il che è ben lontano dall’essere sufficiente per le persone più vulnerabili”. Il team umanitario delle Nazioni Unite, che riunisce le agenzie dell’Onu e le Ong attive in Cisgiordania, ha rivolto un appello alle autorità israeliane affinché “revochino l’obbligo imposto alle organizzazioni non governative internazionali di condividere informazioni personali sensibili sui propri dipendenti palestinesi, pena la cessazione delle loro operazioni umanitarie nei Territori Palestinesi Occupati”. “Se non verranno adottate misure urgenti – ha aggiunto il portavoce, Farhan Haq – la maggior parte delle Ong internazionali potrebbe essere cancellata dai registri entro il 9 settembre o anche prima, costringendole a ritirare tutto il personale internazionale e impedendo loro di fornire aiuti umanitari salvavita ai palestinesi”. “Questo obbligo – ha ricordato – fa parte di una serie di nuove condizioni restrittive per le Ong internazionali, che includono anche potenziali conseguenze per eventuali critiche pubbliche alle politiche e pratiche del governo israeliano”. Diverse troupe giornalistiche stanno riuscendo in questi giorni a riprendere e fotografare la distruzione della Striscia di Gaza imbarcandosi sui voli da cui vengono paracadutati gli aiuti. Queste immagini sono state girate dalla tv privata francese Métropole 6 (M6) e diffuse a livello internazionale dall’agenzia Reuters. Analoghe riprese erano state mandate in onda lunedì sera in uno speciale del canale britannico Itv nel corso del quale l’inviata Emma Murphy ha quindi ricordato i calcoli secondo cui sulla Striscia di Gaza, in oltre venti mesi di raid israeliani, sono stati scaricate in totale “100.000 tonnellate di esplosivo”: una quantità superiore a quella messa insieme dei bombardamenti a tappeto “su Londra, Dresda e Amburgo”, aree largamente più ampie, durante la Seconda Guerra Mondiale. Murphy aveva già sorvolato la Striscia un anno e mezzo fa: “Mi era sembrato uno scenario disperato, ma ora è incredibilmente peggio: l’ammontare di danni ulteriori fatti negli ultimi 17 mesi appare strabiliante”, ha affermato. Anche Lorenzo Tondo e Alessio Mamo, rispettivamente corrispondente e fotografo del Guardian, entrambi italiani, hanno potuto fare un sorvolo e pubblicare gli scatti: “Gaza era un luogo vivace e pieno di vita fino a meno di due anni fa, nonostante tutte le difficoltà che i suoi abitanti dovevano già affrontare allora. I suoi mercati erano affollati, le sue strade piene di bambini. Quella Gaza non esiste più: non è stata sepolta dalla cenere vulcanica, né cancellata dalla storia, ma rasa al suolo da una campagna militare israeliana che ha lasciato dietro di sé un luogo che sembra il risultato di un’apocalisse”, è l’incipit dell’articolo del quotidiano britannico.

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