sabato, Maggio 23, 2026

Spiagge vuote, giù del 30%: affollate solo i weekend

Spiagge vuote, piene soltanto nel weekend, ombrelloni chiusi nel resto della settimana. Un calo medio nelle presenze negli stabilimenti balneari tra il 20 e il 30%. Consumi ridotti al minimo per i servizi di bar, ristorante, noleggio attrezzature. È il bilancio preoccupante dei mesi di giugno e luglio stilato dagli operatori del settore, che sperano in una ripresa nelle settimane centrali di agosto, ma sanno bene che questa falsa partenza peserà sul fatturato della stagione. Colpa del caro ombrellone, puntano il dito le associazioni dei consumatori. “Forse avete un po’ esagerato con i prezzi e la situazione economica del paese spinge gli italiani a scegliere una spiaggia libera?”, si chiede Alessandro Gassmann sui social. Ed anche altri ‘vip’ come Salvo Sottile condividono via social la stessa lamentela. Accuse respinte dai gestori, che chiamano in causa la riduzione del potere d’acquisto delle famiglie. E la ministra, Daniela Santanchè, parla di “allarmismo”, ricordando che “il turismo sta cambiando e “l’estate non è solo mare”. Le stime di Assobalneari vedono una contrazione “sia in termini di presenze che di consumi”: un fenomeno legato alla riduzione del potere di acquisto delle famiglie e al rallentamento del turismo straniero, soprattutto europeo, “influenzato da uno scenario internazionale instabile e incertezze economiche”. Il presidente Fabrizio Licordari rivendica di aver chiesto agli associati di “non aumentare le tariffe, ma di prevedere al massimo adeguamenti contenuti, per venire incontro alle difficoltà delle famiglie”. Piuttosto, dice, spetta al governo continuare a “difendere il settore balneare italiano dagli attacchi dei tecnocrati di Bruxelles, che vorrebbero mettere a gara le concessioni in modo illegittimo”. Per il Sib, se a giugno si è registrato “un aumento complessivo di circa il 20% di presenze e di consumi” rispetto al 2024, a luglio invece c’è stata “una riduzione complessiva di circa il 15% (con punte di 25% in alcune Regioni come la Calabria e l’Emilia Romagna)”. Sulle nostre spiagge “ci sono meno italiani e più stranieri”. Stagione deludente anche per Fiba Confesercenti, che segnala “un calo tra il 25 e il 30% nelle presenze tra giugno e luglio”. Le associazioni dei consumatori invece non hanno dubbi: il mare è diventato “un salasso per le famiglie”, sostiene il Codacons, che parla di “lacrime di coccodrillo” da parte dei gestori degli stabilimenti e stila la lista dei servizi di lusso, dalla tenda imperiale del Twiga da “1.500 euro al giorno” alla zona exclusive del Cinque Vele Beach Club di Pescoluse “che per la data del 16 agosto costa 940 euro”. L’Unione Consumatori punta il dito contro “il caro vita”, ma ricorda che “stabilimenti balneari, piscine e palestre a luglio sono rincarati in appena un mese del 3,7%, collocandosi al sesto posto della top ten dei rialzi congiunturali. Un dato che va di pari passo con i rialzi dei villaggi vacanza, +15,7%, o dei pacchetti vacanza, al primo posto con un astronomico +16,1%”. E Assoutenti punta l’indice sulle alle politiche tariffarie folli adottate dai gestori dei lidi che “dopo i rincari legati alla pandemia e al caro-bollette, non hanno ribassato i listini”. Per il ministro Santanchè, “parlare di crisi del turismo di agosto è allarmistico e fuorviante. I primi due mesi estivi hanno visto l’Italia al top del mercato turistico mediterraneo, sia per tasso di saturazione online travel agencies che per competitività dei prezzi, con un 48% di saturazione per giugno e oltre il 43% a luglio, da un lato, e una tariffa media più bassa rispetto a competitor come Grecia e Spagna, dall’altro”. Il settore, dice la ministra, “sta andando bene, con il segno “più” in molte voci ma sempre più turisti scelgono i “mesi di spalla”, come appunto i primi quattro mesi dell’anno. 

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