domenica, Maggio 24, 2026

Tidei (Italia Viva): “Sul futuro di Torre Nord a Civitavecchia serve chiarezza e un cambio di passo”

«Sulla vicenda del post-carbone e sul futuro dell’impianto di Torre Nord non possiamo nasconderci: dobbiamo essere preoccupati». Così Marietta Tidei, capogruppo di Italia Viva al Consiglio regionale del Lazio, interviene sulla delicata questione energetica che riguarda la centrale di Civitavecchia. «Fino ad oggi – ha aggiunto Tidei – non è stato fatto tutto ciò che si poteva e si doveva fare. La proposta di prorogare la vita dell’impianto fino al 2038 appare eccessiva, ma è altrettanto chiaro che una chiusura netta entro il 31 dicembre 2025, senza alternative chiare e realistiche, rischia di compromettere la sicurezza del sistema elettrico nazionale e di pesare gravemente sull’economia locale». Sul tavolo, ha sottolineato la capogruppo, restano molte incognite: «Delle 28 manifestazioni di interesse arrivate al MIMIT non sappiamo praticamente nulla: quali aree coinvolgono? Quali tempi sono previsti? Quali ricadute ci saranno sul territorio? Domande fondamentali rimaste senza risposta. Per questo condivido le richieste di trasparenza avanzate anche da organizzazioni sindacali come l’USB». Tidei ha inoltre evidenziato come la progettualità attuale sia lontana dall’essere una soluzione immediata: «Le aree ZLS sono per lo più agricole e necessitano di varianti urbanistiche che richiedono anni. Anche nella migliore delle ipotesi, serviranno almeno due anni prima di vedere risultati concreti, e nemmeno questi passaggi sono stati avviati». Durissima la critica nei confronti del governo e della Regione Lazio: «La nuova perimetrazione della ZLS è ferma da mesi alla Presidenza del Consiglio e non abbiamo notizie sull’approvazione. Nonostante le numerose interrogazioni in Consiglio regionale, mancano chiarezza e risposte concrete. A differenza di quanto avvenuto a Brindisi, a Civitavecchia non è stato ancora nominato un commissario che possa accelerare i tempi e coordinare la riconversione». Tidei ha inoltre rimarcato la disparità di trattamento rispetto ad altri territori: «Genova ha ottenuto 140 milioni di euro in due anni, mentre a Civitavecchia non è arrivato nemmeno un euro per completare lavori essenziali al porto. Finora abbiamo assistito solo a promesse e incontri interlocutori». Per la capogruppo di Italia Viva, «serve un cambio di passo immediato e la Regione Lazio deve farsi sentire con forza ai tavoli nazionali. Dopo l’esclusione del Sud Lazio dalla ZES – mentre Umbria e Marche sono state incluse con tempismo sospetto in vista delle elezioni – il rischio è che il nostro territorio venga lasciato indietro». «Civitavecchia – ha concluso Tidei – ha dato moltissimo alla sicurezza energetica del Paese. Oggi merita investimenti, un piano industriale chiaro e un futuro concreto. La chiusura dell’impianto può diventare un’opportunità, ma solo se si presentano alternative reali. Non possiamo accontentarci di parole: vogliamo certezze, investimenti e rispetto per un territorio che non può essere abbandonato».

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