mercoledì, Febbraio 25, 2026

L’ira di Mosca contro l’Europa: “Imbecilli e nazisti”. Vance: “Zelensky non ci sarà”

La Russia si scaglia contro i paesi europei accusandoli di voler boicottare i tentativi di Donald Trump di raggiungere la pace in Ucraina, a cinque giorni dal vertice con Vladimir Putin in Alaska. “Gli euroimbecilli cercano di ostacolare i tentativi americani di aiutare a risolvere il conflitto ucraino”, ha affermato l’ex presidente Dmitry Medvedev, dopo che, in una dichiarazione congiunta, i leader di Francia, Italia, Germania, Polonia, Finlandia e della UE hanno ribadito il loro “incrollabile impegno” per “l’integrità territoriale dell’Ucraina” e hanno fatto appello a “fare pressione su Mosca” con “misure restrittive”. “Dichiarazione che la portavoce del ministero degli esteri russo, Maria Zakharova, ha liquidato come un “volantino nazista”. Nel testo, ha sottolineato Zakharova, il gruppo dei paesi europei “invita a un cessate il fuoco, ma non quello che si otterrebbe interrompendo le forniture di armi ai terroristi di Kiev”. “Al contrario, in un altro volantino nazista si afferma che il successo nel raggiungere la pace in Ucraina si può ottenere solo esercitando pressione sulla Russia e sostenendo Kiev”, ha aggiunto la portavoce in un commento sul suo canale telegram. L’alta rappresentante per la politica estera dell’Ue, Kaja Kallas, convocando per oggi una riunione straordinaria dei ministri degli esteri, ha affermato che “tutti i territori temporaneamente occupati (dai russi) appartengono all’Ucraina”. No quindi all’offerta di Mosca che a Bruxelles viene definita “a senso unico”. Trump aveva invece parlato di “scambi di territori” per arrivare alla pace. Mentre nelle ultime ore il vice presidente Usa, JD Vance, ha insistito sulla necessità di un compromesso in un’intervista a Fox News, in cui ha osservato che “l”accordo alla fine non renderà felici né la Russia né l’Ucraina”. Il quadro, dunque, appare tutt’altro che definito. I paesi europei, insieme con Kiev, affermano che nessuna soluzione può essere trovata senza la partecipazione dell’Ucraina. Ma non ci sono finora segnali di un eventuale invito del presidente Volodymyr Zelensky al vertice di ferragosto. Un incontro trilaterale è “possibile”, ha detto l’ambasciatore americano alla Nato, Matthew Whitaker in un’intervista a Cnn. “Non credo che un incontro tra Putin e Zelensky sarebbe produttivo prima dell’incontro con Trump”, ha dichiarato invece Vance. Diversi osservatori sottolineano anche che nel loro primo colloquio dal ritorno del tycoon alla Casa Bianca – e il primo tra un presidente russo e uno americano dopo oltre quattro anni – l’Ucraina sarà solo uno degli argomenti in discussione. I due leader dovrebbero parlare anche di temi urgenti nell’ambito delle relazioni bilaterali, a partire dall’equilibrio strategico. Nel febbraio prossimo scadrà l’ultimo trattato in vigore tra i due paesi in materia di armi nucleari, il new start, che limita il numero dei missili intercontinentali. Mentre nei giorni scorsi Mosca ha avvertito di non sentirsi più obbligata a rispettare una moratoria sul dispiegamento di vettori a medio e corto raggio, dopo che nel 2019, durante il suo primo mandato, Trump aveva deciso di uscire dal relativo trattato Inf. Secondo il vice ministro degli esteri russo Serghei Ryabkov, in questa situazione esiste “il rischio di un conflitto nucleare globale”. Ma ancor più preoccupanti per Kiev e le capitali europee suonano le parole con le quali Vance ha ribadito che l’amministrazione Trump non vuole più finanziare la difesa dell’ucraina. “Credo che gli americani – ha osservato il vice presidente – siano stanchi di continuare a inviare i soldi delle loro tasse a questo conflitto”. Se gli europei vorranno pagare le armi statunitensi per mandarle a Kiev, “per noi va bene”, ha aggiunto Vance. La stessa posizione espressa il mese scorso da Trump, il quale aveva ammesso che per gli usa si tratta di un “business”. “Se la Russia non vuole fermare la guerra, allora deve essere fermata la sua economia”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel suo consueto video-messaggio serale. “Comprendiamo chiaramente le minacce ed i nostri alleati le comprendono altrettanto chiaramente – ha proseguito Zelensky – Tutti vedono che non c’è stato alcun passo reale da parte della Russia verso la pace, nessuna azione sul terreno o nei cieli che possa salvare vite. Per questo servono sanzioni, serve pressione, serve la forza degli Stati Uniti, dell’Europa e di tutte le nazioni del mondo che vogliono pace e stabilità nelle relazioni internazionali”. “Restiamo fermi nel nostro incrollabile sostegno alla sovranità, all’indipendenza e all’integrità territoriale dell’Ucraina di fronte alla guerra di aggressione illegale della Russia”. Lo scrivono in una dichiarazione congiunta i leader dei Paesi nordici e baltici: Danimarca, Estonia, Finlandia, Islanda, Lettonia, Lituania, Norvegia, Svezia. “Riaffermiamo il principio secondo cui i confini internazionali non devono essere modificati con la forza”, evidenziano i leader, indicando che “i negoziati” di pace “possono svolgersi solo nel contesto di un cessate il fuoco”. “Il presidente Zelensky ha dichiarato chiaramente che l’Ucraina è pronta a colloqui di pace nel pieno rispetto della sua sovranità”, aggiungono. Gli otto Paesi nordici e baltici accolgono “con favore l’iniziativa del presidente Trump di contribuire a porre fine alla guerra e a gettare le basi per una pace giusta e duratura che garantisca la sicurezza dell’Ucraina e la stabilità dell’Europa” e si dicono “pronti a contribuire diplomaticamente a questo lavoro, mantenendo al contempo il nostro sostanziale sostegno militare e finanziario all’Ucraina”. “Continueremo a sostenere e imporre misure restrittive nei confronti di Mosca”, sottolineano ancora. 

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