mercoledì, Gennaio 14, 2026

Egitto al lavoro con i mediatori per una tregua di 60 giorni a Gaza. Casa Bianca: “Vogliamo la pace e il rilascio degli ostaggi”

L’Egitto ha annunciato di lavorare con il Qatar e gli Stati Uniti per ottenere un cessate il fuoco di 60 giorni nella Striscia di Gaza, dove l’esercito israeliano si prepara a prendere il controllo della città più grande del territorio palestinese. Nell’intervista a i24, il Primo Ministro Benjamin Netanyahu è stato incalzato sul motivo per cui definisce Gaza City come “l’ultima vera roccaforte” di Hamas, dato che aveva già usato la stessa retorica per descrivere Rafah prima che Israele lanciasse una grande offensiva nella città del sud della Striscia di Gaza la scorsa primavera. Rispondendo alle domande il  premier israeliano ha precisato che a febbraio si riferiva si riferiva “agli ultimi battaglioni organizzati di Hamas” che si  trovavano allora a Rafah. Israele sta valutando l’invio di una delegazione di alto livello a Doha per incontrare funzionari del Qatar nel quadro degli sforzi per riprendere i negoziati sulla consegna degli ostaggi e giungere a un cessate il fuoco a Gaza. Lo riferiscono fonti ben informate a Barak Ravid di Axios. Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha invitato i Paesi che hanno a cuore i palestinesi ad accoglierli, in vista  dell’annunciata offensiva per occupare Gaza. “Non li stiamo cacciando via, ma stiamo permettendo loro di andarsene, ed è  quello che sta succedendo”, ha dichiarato Netanyahu in un’intervista a i24News, “stiamo parlando con diversi possibili  Paesi ospitanti; non posso entrare nei dettagli qui.” “La cosa più naturale per tutti coloro che parlano, che dicono di avere a  cuore i palestinesi e di volerli aiutare, è aprire le porte”, ha sottolineato il premier israeliano. L’amministrazione Trump vuole la fine della guerra a Gaza e la liberazione degli ostaggi israeliani catturati da Hamas. Lo ha  ribadito la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, in conferenza stampa. “Questa è, ovviamente, una situazione   incredibilmente complessa e complicata”, ha detto Leavitt, “l’amministrazione ha chiarito il nostro obiettivo. Vogliamo  vedere questo conflitto finire. Vogliamo vedere gli ostaggi liberati… Il presidente e il suo team di sicurezza nazionale hanno  speso tempo e sforzi ingenti per questo”. Le decisioni di riconoscere lo Stato palestinese annunciate da alcuni Paesi europei “sono in larga parte senza senso”. Lo ha dichiarato il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, in un’intervista a ‘Sid & Friends in the Morning’. “E’ simbolico e lo stanno facendo prima di tutto per una ragione, le loro politiche interne”, ha detto Rubio, “nel Regno Unito, in Francia, in molte parti d’Europa, e in Irlanda, da lungo tempo le politiche interne sono diventate anti-israeliane o qualunque cosa siano, stanno subendo molta pressione interna perché facciano qualcosa ma e’ in larga parte senza senso”. “La verità dei fatti è che il futuro della regione non sarà deciso da qualche risoluzione dell’Onu”, ha proseguito Rubio, “non sarà  deciso da qualche comunicato stampa di qualche primo ministro o presidente di qualche Paese. Sarà deciso sul terreno”. Il segretario di Stato Usa ha quindi ribadito che il conflitto a Gaza potrà finire solo con “l’eliminazione di Hamas come minaccia militare”.

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