Hamas potrebbe aver cambiato posizione sui negoziati per la presa degli ostaggi e sarebbe disposta a concordare un “accordo parziale”, ha riferito Channel 12, citando un documento classificato ricevuto dal primo ministro Benjamin Netanyahu. Secondo quanto riportato dal Jerusalem Post, Netanyahu ha ricevuto un documento in cui si afferma che la posizione di Hamas è in linea con l’offerta fatta dall’inviato speciale degli Stati Uniti Steve Witkoff, che include il rilascio di 10 ostaggi vivi e 18 ostaggi morti in cambio di un cessate il fuoco di 60 giorni e del rilascio dei prigionieri palestinesi. Il rapporto ha anche sottolineato che questi possibili negoziati potrebbero essere più rapidi rispetto ai casi precedenti, con due fonti anonime citate da Channel 12 che spiegano che la risposta di Hamas potrebbe essere pronta già la prossima settimana. Questo documento giunge sulla scrivania di Netanyahu poche ore dopo che il direttore del Mossad, David Barnea, ha incontrato il primo ministro del Qatar, lo sceicco Mohammed bin Abdulrahman Al-Thani, a Doha, in Qatar, per discutere della questione dei negoziati per l’accordo sugli ostaggi. Secondo le dichiarazioni rilasciate dai rappresentanti del Mossad, l’opzione di giungere a un “accordo parziale” che non prevedesse il ritorno di tutti gli ostaggi è stata “completamente scartata”. In una dichiarazione rilasciata stasera, in seguito alle notizie di una rinnovata disponibilità di Hamas a raggiungere un accordo graduale per il cessate il fuoco e la presa degli ostaggi, l’ufficio del primo ministro insiste su un accordo globale in cui tutti gli ostaggi vengano liberati immediatamente e tutte le condizioni del primo ministro Benjamin Netanyahu vengano soddisfatte. Nella dichiarazione si legge: “L’ufficio del Primo Ministro chiarisce che Israele accetterà un accordo a condizione che tutti gli ostaggi vengano rilasciati in una volta sola e in conformità con le nostre condizioni per porre fine alla guerra, che includono il disarmo di Hamas, la smilitarizzazione della Striscia di Gaza, il controllo israeliano del perimetro di Gaza e l’insediamento di un governo non appartenente ad Hamas e all’Autorità palestinese che vivrà in pace con Israele”. I negoziatori di Hamas al Cairo in settimana hanno manifestato la volontà di fare marcia indietro rispetto alle richieste avanzate il mese scorso, che hanno portato al fallimento dei colloqui per la presa degli ostaggi a Doha, hanno dichiarato ieri al Times of Israel un funzionario israeliano e un diplomatico arabo a conoscenza della questione. L’agenzia di difesa civile di Gaza ha dichiarato che ieri gli attacchi israeliani hanno ucciso almeno 40 persone, mentre l’esercito israeliano ha accennato a un imminente appello per cacciare i civili da Gaza City in vista di una nuova offensiva. L’ultimo bilancio arriva a piu’ di una settimana dall’approvazione da parte del gabinetto di sicurezza israeliano dei piani per la conquista della città più grande del territorio palestinese, dopo 22 mesi di guerra. In vista dell’offensiva, il Cogat, l’organismo del ministero della Difesa israeliano responsabile degli affari civili nei territori palestinesi, ha dichiarato che a partire da oggi, l’esercito avrebbe fornito piu’ tende e attrezzature per rifugi. “Nell’ambito dei preparativi per trasferire la popolazione dalle zone di combattimento alla Striscia di Gaza meridionale per la sua protezione, la fornitura di tende e attrezzature per rifugi a Gaza riprenderà”, ha affermato in una nota. In seguito Hamas ha criticato aspramente la mossa, affermando che l’annuncio faceva parte di un “brutale assalto per occupare Gaza City”. In precedenza, il portavoce della protezione civile di Gaza, Mahmud Bassal, aveva affermato che le condizioni nel quartiere Zeitun di Gaza City stavano rapidamente peggiorando, con i residenti che avevano scarso o nessun accesso a cibo e acqua a causa dei pesanti bombardamenti israeliani. Il portavoce ha aggiunto che si stima che in quella zona di Gaza City si trovino circa 50.000 persone, “la maggior parte delle quali e’ senza cibo ne’ acqua” e priva “dei beni di prima necessità”. Le restrizioni ai media a Gaza e le difficolta’ di accesso ad alcune zone del territorio palestinese impediscono all’AFP di verificare in modo indipendente i dati e i dettagli forniti dall’agenzia di protezione civile o dall’esercito israeliano.Negli ultimi giorni, i residenti di Gaza City hanno riferito all’AFP di attacchi aerei piu’ frequenti contro le aree residenziali, tra cui Zeitun, mentre all’inizio di questa settimana Hamas ha denunciato le incursioni terrestri israeliane “aggressive”. Bassal ha dichiarato all’AFP che il numero di persone uccise nella Striscia di Gaza centrale sabato e’ salito a 40. L’esercito ha ribadito in una dichiarazione di ieri di essere “impegnato a mitigare i danni ai civili durante le attivita’ operative, nel rigoroso rispetto del diritto internazionale”, mettendo in dubbio l’affidabilita’ dei dati sulle vittime forniti dall’agenzia di protezione civile. L’esercito israeliano ha annunciato i preparativi per il trasferimento forzato dei palestinesi dalle “zone di combattimento” nel Sud di Gaza a partire da domani. Il portavoce dell’esercito in lingua araba, Avichay Adraee, ha affermato che la decisione si basera’ su direttive provenienti dal “livello politico”.”La fornitura di tende e attrezzature per rifugi per i residenti del settore sarà rinnovata a partire da domani”, ha comunicato il portavoce, dopo oltre cinque mesi di divieto di tali spedizioni.”Le attrezzature saranno trasportate attraverso il valico di Kerem Shalom dalle Nazioni Unite e dalle organizzazioni umanitarie internazionali dopo essere state sottoposte a un’accurata ispezione da parte del personale dell’Autorità per i valichi di terra affiliata al ministero della Difesa”, ha spiegato Adraee su X.L’annuncio arriva una settimana dopo l’approvazione da parte del governo dei controversi piani per l’occupazione di Gaza City. Secondo le Nazioni Unite, almeno 1,9 milioni di persone – circa il 90% della popolazione – sono state sfollate durante la guerra tra Israele e Hamas, iniziata il 7 ottobre 2023 dopo la strage dei kibbutz. Molti dei gazawi vive in tende, diventate un bene scarso perchè Israele ha vietato il loro ingresso nell’enclave; secondo l’Unrwa le tende non sono, comunque, adatte all’estate e al caldo estremo. La maggior parte di queste sistemazioni e’ stata utilizzata per un periodo compreso tra sei mesi e un anno e si sta deteriorando a causa della prolungata esposizione al sole e dei frequenti spostamenti, ha spiegato l’Agenzia delle Nazioni Unite per il Soccorso e l’occupazione dei profughi palestinesi nel Vicino Oriente.
Hamas accetta l’accordo sugli ostaggi. Oggi la grande mobilitazione






