lunedì, Gennaio 19, 2026

Putin ringrazia Xi Jinping: “I legami tra i due Paesi a un livello senza precedenti”

Il presidente cinese Xi Jinping e l’omologo russo Vladimir Putin si sono incontrati brevemente a Pechino, a testimonianza degli stretti rapporti che i due hanno sviluppato dopo l’invasione dell’Ucraina da parte di Mosca. Xi ha accolto Putin nella Grande sala del popolo definendolo un “vecchio amico”.
“La Russia si impegna per lo sviluppo multiforme di relazioni reciprocamente vantaggiose, paritarie e multiformi sia con la Repubblica Popolare Cinese sia con la Mongolia”, Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin, nel corso dell’incontro trilaterale con i leader di Cina e Mongolia. Allo stesso tempo, la Russia ritiene “importante che la cooperazione di successo si arricchisca e acquisisca nuove sfaccettature”, ha osservato Putin.
Il presidente russo Vladimir Putin ha ringraziato il suo “caro amico” Xi Jinping per la “calda accoglienza” trovata in Cina. I legami bilaterali hanno raggiunto “livelli senza precedenti”, ha affermato il capo del Cremlino nelle battute iniziali dell’incontro avuto nella Grande sala del popolo. “Le nostre strette comunicazioni riflettono la natura strategica dei legami russo-cinesi, che sono allo stato a un livello senza precedenti – ha aggiunto Putin -. Siamo sempre stati insieme in passato e lo saremo anche il futuro”. Ha aggiunto poi, secondo i media statali, che “le relazioni Cina-Russia hanno resistito alla prova delle mutevoli circostanze internazionali”, citandole come “un buon esempio di amicizia tra vicini, di coordinamento strategico globale e di cooperazione reciprocamente vantaggiosa”.A Tianjin, in Cina, il 25esimo vertice dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (Sco), con il padrone di casa, il presidente cinese Xi Jinping, il presidente russo Vladimir Putin e il primo ministro indiano Narendra Modi, in un contesto di crescenti tensioni globali e rapporti difficili con gli Stati Uniti. Modi è arrivato a Tianjin, nel suo primo viaggio in Cina da sette anni, segnando un disgelo nei rapporti tra Pechino e Nuova Delhi dopo lo scontro di confine del 2020 costato oltre 70 vittime. La visita segue una serie di passi per rilanciare il dialogo politico, con accordi sulla riapertura del commercio frontaliero e la ripresa dei voli diretti. Il Cremlino ha già annunciato che Modi vedrà Putin il primo settembre, il primo faccia a faccia tra i due leader dall’introduzione da parte di Washington di un dazio del 50% sulle esportazioni indiane in risposta agli acquisti di greggio russo, che l’India rivendica nel quadro della propria sovranità. L’appuntamento è stato l’occasione per incontri bilaterali, incluso quello previsto tra Putin, il presidente iraniano Masud Pezeshkian e il turco Recep Tayyip Erdogan.  La Sco riunisce 10 Paesi membri – Cina, Russia, India, Pakistan, Iran, Bielorussia, Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan e Uzbekistan – coprendo circa il 40% della popolazione mondiale, oltre a osservatori e partner di dialogo. Non prevede clausole di difesa collettiva e si propone come piattaforma di cooperazione politica, economica e di sicurezza. L’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (Sco) ha messo in guardia contro qualsiasi “interpretazione arbitraria” della risoluzione delle Nazioni Unite 2231 sul programma nucleare iraniano, mentre gli europei si preparano a ripristinare le sanzioni contro Teheran. In una dichiarazione congiunta pubblicata dall’agenzia di stampa Xinhua, i membri dello Sco – che riunisce 10 Stati tra cui Cina, Russia e Iran – hanno chiarito che “qualsiasi tentativo di interpretare erroneamente o reinterpretare arbitrariamente questa risoluzione minerebbe l’autorità del Consiglio di sicurezza” dell’Onu. Francia, Regno Unito e Germania hanno dato all’Iran 30 giorni per trovare una soluzione diplomatica al programma nucleare iraniano, in caso contrario ripristineranno le sanzioni Onu, sulla base dell’accordo sul nucleare, il Jcopa, del 2015. I Paesi dell’Organizzazione per la cooperazione di Shanghai (Sco) sostengono il “rispetto del diritto dei popoli a scegliere in modo indipendente e democratico i propri percorsi di sviluppo politico e socio-economico”, osservando che “i principi di rispetto reciproco per la sovranità, l’indipendenza, l’integrità territoriale, l’uguaglianza, il mutuo vantaggio, la non ingerenza negli affari interni e la non minaccia o uso della forza sono la base di uno sviluppo sostenibile delle relazioni internazionali”. Lo si legge nella Dichiarazione di Tianjin, alla fine del 25/mo vertice Sco, come alternativa al modello occidentale a guida Usa. 

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