sabato, Gennaio 17, 2026

Media, Rubio da Netanyahu per discutere annessione Cisgiordania

Il segretario di stato Usa Marco Rubio dovrebbe discutere, nel suo viaggio in Israele, della possibilità di un’annessione israeliana di parti della Cisgiordania occupata in risposta all’annunciato riconoscimento dello stato di Palestina da parte di numerosi paesi occidentali entro la fine del mese, all’assemblea generale dell’Onu. Lo riferisce Axios citando funzionari israeliani e statunitensi. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu, secondo un funzionario israeliano, vuole capire nel suo incontro con Rubio se Trump sosterrebbe l’annessione nonostante il rischio di un collasso degli accordi di Abramo già minacciato dagli Emirati. La maggior parte della comunità internazionale considera la Cisgiordania un territorio occupato e riterrebbe qualsiasi annessione israeliana illegale e provocatoria. Gli Emirati Arabi uniti hanno avvertito l’amministrazione Trump e il governo israeliano che l’annessione della Cisgiordania danneggerebbe in modo significativo il trattato di pace tra Abu Dhabi e Israele e i più ampi accordi di Abramo, compromettendo le speranze del presidente Usa di ampliarli.  Due funzionari israeliani hanno detto ad Axios che Rubio, in riunioni private, ha fatto intendere di non opporsi ad annessioni in Cisgiordania e che l’amministrazione Trump non si metterebbe di traverso. Le affermazioni israeliane hanno destato allarme all’interno dell’amministrazione Trump, soprattutto perché non esisteva una posizione chiara degli Stati Uniti sul tema e si aveva l’impressione che il governo israeliano stesse cercando di mettere all’angolo Washington, ha detto un funzionario statunitense.  Negli ultimi giorni ci sono state diverse riunioni interne alla Casa Bianca e al dipartimento di Stato per definire una linea pubblica che non lasciasse spazio a interpretazioni sulla posizione degli Usa. La principale preoccupazione espressa da funzionari della Casa Bianca e del dipartimento di Stato in questi incontri è che un’annessione israeliana di parti della Cisgiordania porterebbe al collasso degli accordi di Abramo e macchierebbe l’eredità politica di Trump, ha detto un funzionario statunitense. Una fonte informata ha detto che gli Emirati hanno ribadito chiaramente la loro posizione al dipartimento di Stato prima del viaggio di Rubio in Israele. Migliaia di persone, tra cui famiglie di ostaggi israeliani ancora nelle mani di Hamas ed ex ostaggi, sono scese in piazza a Tel Aviv come ogni sabato, stavolta per condannare l’attacco in Qatar e per sollecitare ancora una volta un accordo per riportare a casa i loro cari, sottolineando che “ogni giorno di ritardo è un mortale pericolo”. E indicano nella persona del premier Benyamin Netanyahu “l’unico ostacolo al raggiungimento di un accordo”.   La folla si è radunata come di consueto in quella che è stata ribattezzata la piazza degli Ostaggi. “L’attacco contro la leadership di Hamas in Qatar sembra aver fatto naufragare i colloqui per il rilascio degli ostaggi a Gaza e un accordo dicessate il fuoco”, ha osservato un oratore, citato da Times of Israel. L’ex ostaggio Sharon Alony Cunio, il cui marito David è ancora prigioniero di Hamas a Gaza e si ritiene sia vivo, ha accusato il governo di aver procrastinato il rilascio dei restanti 48 prigionieri, mettendo a repentaglio la loro vita. “I negoziati sono stati nuovamente interrotti, e questa volta con fuoco e colonne di fumo. Ogni ritardo rappresenta un pericolo mortale”, ha detto. “Non sono disposta a diventare un altro nome nella lista delle vittime dell’ottusità del governo. Chiedo di salvare la vita di David e di tutti gli ostaggi ancora in vita, e di riportare indietro tutti gli ostaggi caduti, ora”, ha detto. In visita ufficiale in Israele, il segretario di Stato americano Marco Rubio ha dichiarato di essere pronto a discutere dell’annessione della Cisgiordania. Lo riferisce il quotidiano Times of Israel. Secondo l’ufficio di Benjamin Netanyahu, oggi il primo ministro e Rubio visiteranno insieme il Muro Occidentale a Gerusalemme. Tuttavia, l’ufficio del primo ministro israeliano non ha annunciato l’intenzione di un incontro di lavoro formale tra i due leader.    Sulla pista di Washington prima del suo volo, Rubio ha dichiarato ai giornalisti che gli Stati Uniti “non sono contenti” dell’attacco israeliano contro i leader di Hamas in Qatar, ma che l’attacco non cambiera’ lo status di alleato di Washington con Israele. Un diplomatico di alto rango ha affermato che il presidente Donald Trump vuole la sconfitta di Hamas, la fine della guerra e il rilascio degli ostaggi “tutto in una volta” e “in tempi brevi”.  L’attacco di martedi’ – il primo di Israele contro l’alleato degli Stati Uniti, il Qatar – ha scosso la regione e ha messo a dura prova gli sforzi diplomatici per raggiungere una tregua nella Striscia di Gaza devastata dalla guerra. Almeno una persona è stata uccisa e diverse altre sono rimaste ferite in un attacco israeliano contro un’auto nei pressi dell’ospedale al-Shifa di Gaza City questa mattina. Lo scrive Al Jazeera.   Secondo l’emittente qatarina sono stati segnalati bombardamenti di artiglieria e spari nelle zone orientali di Gaza City, e bombardamenti da imbarcazioni nella parte occidentale di Gaza City. Nel sud di Gaza, è stata segnalata la demolizione di edifici a est e a nord-est di Khan Younis. Il rumore delle esplosioni, spiega la tv, ha anche interrotto il lavoro di un collega che stava trasmettendo in diretta e spiegando che i caccia israeliani “stanno colpendo gli edifici di Gaza City ogni 10-15 minuti”.   Al Jazeera ricorda che almeno 62 palestinesi sono stati uccisi negli attacchi israeliani di ieri a Gaza, di cui 49 a Gaza City e che, secondo l’agenzia di Protezione civile locale, oltre 6.000 palestinesi a Gaza sono rimasti senza casa ieri a causa degli intensi bombardamenti israeliani.

Articoli correlati

Ultimi articoli