Lo si ricorda come l’imperatore gladiatore e tra i meno amati dal popolo romano, tanto che fu vittima di varie congiure, l’ultima delle quali andò a segno per mano del suo allenatore e gladiatore Narcisso. Era Commodo e il suo nome viene ormai usato per denominare l’accesso regale al Colosseo, perché è dove, secondo le fonti storiche, venne ucciso. Quel corridoio, utilizzato dagli imperatori per arrivare, non visti, a prendere posto sul palco reale dell’Anfiteatro Flavio, per la prima volta viene aperto al pubblico dopo un restauro che ha restituito piena leggibilità alle superfici antiche. Pareti rivestite di marmo, di cui ancora si riconoscono le tracce delle grappe di metallo per il supporto delle lastre, poi sostituite da intonaci dipinti con soggetti paesaggistici. E ancora, gli stucchi sulla volta, con scene mitologiche tratte dal mito di Dioniso e Arianna, e sulle nicchie all’ingresso del percorso, dove invece compaiono scene legate agli spettacoli sull’arena. L’apertura del Passaggio di Commodo è un nuovo importante traguardo dal punto di vista del restauro nel Parco archeologico del Colosseo, ma -hanno ricordato la direttrice del Parco, Alfonsina Russo, e il direttore generale Musei del MiC, Massimo Osanna – raggiunge anche un duplice obiettivo in termini di accessibilità ai luoghi del monumento. Sia in termini di barriere architettoniche, che, grazie all’utilizzo di fondi PNRR, sono state abolite con l’ausilio di una scala retrattile, sia in termini di abbattimento delle barriere cognitive con la realizzazione di una mappa tattile per la lettura delle immagini degli stucchi e la predisposizione di un video ricostruttivo dell’iconografia degli apparati decorativi.






