martedì, Gennaio 13, 2026

Giorgetti: “Bonus sulle prime case, rottamazione non per tutti”

Rottamazione ma non per tutti e sterilizzazione selettiva per l’aumento dell’età pensionabile oltre al prolungamento del bonus al 50% sulle prime case e alla conferma del contributo da parte delle banche “concertato” e senza intenti “punitivi”. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti delinea, parlando in audizione sul Dpfp alcuni punti fermi della manovra. Una legge di bilancio sulla quale la maggioranza accelera anche dopo il vertice a palazzo Chigi con i leader e la premier che ha espresso la volontà che i pilastri del provvedimento siano il sostegno al potere d’acquisto e la sanità. Sulla quale, ha detto il ministro Giorgetti, la volontà è “integrare il già cospicuo aumento” dei fondi. Il ministro ribadisce la linea “prudente” del governo ma lancia anche qualche segnale di ottimismo sul fronte della crescita: “nella seconda metà dell’anno il Pil è in accelerazione e anche se la stima per il 2025 è prudenziale (0,5%), continuo a pensare che quest’anno avremo, e magari ce lo diranno tra qualche anno, un Pil in crescita dello 0,6-0,7%”. Entrando nello specifico delle misure il ministro annuncia di voler prorogare il bonus ristrutturazioni al 50% sulle prime case mentre per gli incentivi all’industria si studiano forme automatiche, non potendo usare Industria 4.0.Infine il nodo difesa: di fronte alle richieste dei parlamentari di opposizione Giorgetti puntualizza che tutto è rimandato a dopo la fine della procedura di infrazione: “non possono chiederci di aumentare le tasse o tagliare la sanità” per questo.

Le misure della manovra
La manovra, dunque, prende forma e potrebbe essere pronta entro il 15 ottobre. Con qualche giorno d’anticipo rispetto alla scadenza del 20 ottobre, il disegno di legge di bilancio dovrebbe arrivare sul tavolo del prossimo consiglio dei ministri insieme al Documento programmatico di bilancio (Dpb) da inviare a Bruxelles. Potrebbe essere messo sul tavolo del Cdm anche il decreto fiscale che spesso accompagna la manovra. Una riunione è al momento prevista per il 13, ma in attesa della convocazione ufficiale la data è ancora ballerina. C’è da definire se il taglio di due punti della seconda aliquota Irpef, dal 35% al33%, per dare ossigeno al ceto medio si limiterà allo scaglione28mila-50mila euro, come ha lasciato intuire anche la premier, ose alla fine si estenderà fino a 60mila come chiede Forza Italia. Su un punto tutti sono d’accordo, anche questa manovra -le cui coperture arriveranno anche dai tagli ai ministeri -dovrà favorire famiglie e natalità: quindi si lavora sulle detrazioni fiscali col quoziente familiare e a confermare il congedo parentale facoltativo all’80%. Dalle opposizioni invece arriva l’appello del leader M5s Giuseppe Conte a condividere con la maggioranza 4 “misure straordinarie” da inserire in manovra: “maxi taglio delle tasse”, “aumento consistente dell’assegno unico per i figli”, “risorse vere per la sanità” e “il ripristino di transizione 4.0 per le imprese”.

Il monito della Corte dei Conti
Intanto arriva il monito di Bankitalia. “Gli interventi di copertura dovranno essere certi”, avverte il capo del Dipartimento Economia e Statistica Andrea Brandolini, che invita anche a contenere le misure spot: hanno “effetti transitori” sulla domanda, aumentano il debito e risultano “spesso difficili da rimuovere”. Il quadro programmatico del Dpfp ottiene intanto la validazione dell’Ufficio parlamentare di bilancio, anche se le stime – è l’avvertimento – restano esposte a “molteplici rischi” orientati “al ribasso”.

Chiederemo aiuto alle banche”
Per Giorgetti è comunque necessario chiedere il contributo alle banche sulle plusvalenze. “Abbiamo intenzione di chiedere alle banche – naturalmente in modo concertato – un contributo che in qualche modo riteniamo di meritare per il sistema poiché il rating migliorato è andato anche a loro beneficio. Non ci sarà nessun istinto punitivo o velleitario ma la richiesta di contribuire in un momento particolare del Paese”.

Industria 4.0 non può essere riproposta perché bocciata dall’Europa
“Industria 4.0 non può essere riproposta. – afferma il ministro dell’Economia – Poteva essere fatta nel periodo in cui erano derogate tutte le discipline per aiuti di stato. È stata sostituita da 5.0 perché rispondeva a dettati green ma ha creato una burocrazia pazzesca e non è stata particolarmente apprezzata. Per questo – afferma ”Stiamo valutando delle forme automatiche che promuovano e inducano all’investimento”.

La rottamazione delle cartelle non sarà per tutti
“Sulla rottamazione ci stiamo lavorando. E’ un tema su cui crediamo che possa essere data l’ultima chance. Il tema del bastone e la carota però in questo caso si impone: non è possibile immaginare una rottamazione all’infinito a beneficio di tutti, anche in questo caso bisogna distinguere tra meritevoli e non”. Per quanto riguarda l’aumento delle spese per la Difesa “Ci sono “impegni internazionali assunti dal Paese: è un vincolo ora e per gli anni a venire, non è parte integrante della manovra”. Secondo Giorgetti è possibile chiedere una deroga. “L’Italia sta rispettando tutte le regole in questo momento” e non credo si possa chiedere “di aumentare le tasse o tagliare sulla sanità” per questo ma “ricorrendo alla deroga che ci consente l’Europa”.

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