lunedì, Febbraio 23, 2026

Al-Sharaa da Trump, la prima volta di un presidente siriano alla Casa Bianca

La Siria ha sventato due distinti complotti dello Stato Islamico, negli ultimi mesi, per assassinare il presidente Ahmed al-Sharaa: Lo scrive l’agenzia britannica Reuters citando alti funzionari del paesi mediorientale. Questi complotti emergono mentre la Siria si appresta ad aderire alla coalizione globale guidata dagli Stati Uniti contro lo Stato Islamico: oggi il presidente americano Donald Trump riceverà Sharaa per un incontro storico alla Casa Bianca, il primo in assoluto con un capo di Stato siriano. 
Il presidente siriano, salito al potere lo scorso dicembre dopo che le forze ribelli islamiste da lui guidate hanno destituito il presidente Bashar al-Assad, ha cercato di promuovere un’immagine di leader moderato. Egli spera che l’incontro con Trump sblocchi il sostegno internazionale per la riabilitazione e la ricostruzione a lungo termine della Siria.  Durante il fine settimana, il ministero dell’Interno siriano ha lanciato una campagna nazionale contro le cellule dell’ISIS in tutto il paese, arrestando più di 70 sospetti, secondo quanto riportato dai media governativi. Secondo le fonti di Reuters, il gruppo stava pianificando operazioni contro il governo e le minoranze siriane.  Le minoranze etniche restano sotto tiro nella Siria del dopo-Assad, nonostante le rassicurazioni del nuovo regime, sdoganato dagli Usa e da altri alleati occidentali con aperture diplomatiche e revoca di sanzioni. Lo sottolinea la Bbc britannica, facendo il punto della situazione a margine di un reportage nel Paese a poche ore dall’atteso vertice di Washington fra il presidente Donald Trump e il nuovo leader di Damasco, Ahmad al-Sharaa, già noto col nome di Abu Mohammad al-Jolani per il suo passato di miliziano jihadista legato, durante il conflitto contro il governo di Bashar al-Assad, prima all’Isis e poi ad Al Qaida. L’emittente cita nuove testimonianze di violenze e uccisioni sommarie sia fra gli Alawiti (comunità in cui si riconosce un 10% di siriani e a cui appartenevano anche gli Assad), sia fra i Drusi. Ricorda poi come solo a marzo siano stati assassinati oltre 1400 Alawiti, in maggioranza civili, presi di mira nell’ambito di un’ondata di vendette contro presunti sostenitori – veri e non – del regime caduto nei mesi scorsi. E come almeno 2000 altre persone, prevalentemente Drusi, siano morte a luglio in ulteriori “scontri settari”. Eccidi ai quali il governo attuale, accusato da più parti di complicità, ha promesso di mettere fine, ma che non s’interrompono: in particolare nella provincia di Homs, a forte presenza alawita, dove secondo il Syrian Network for Human Rights (Snhr), rapimenti ed esecuzioni extragiudiziali hanno continuato a moltiplicarsi anche negli ultimi mesi. A Homs, la Bbc ha raccolto indizi sull’uccisione fra l’estate e la fine di ottobre di almeno altri 40 alawiti, incrociando testimonianze della popolazione locali e stime di funzionari stranieri o gruppi per i diritti umani. Ma “molti incidenti restano coperti dal silenzio, per la paura in cui vivono famiglie e comunità”.
L’operazione voleva anche essere un messaggio per dimostrare che i servizi segreti siriani hanno penetrato profondamente il gruppo e che l’adesione alla coalizione costituirebbe una risorsa importante per le operazioni globali contro i militanti.  Secondo diversi funzionari siriani, il governo di Sharaa collabora già da mesi con l’esercito statunitense nella lotta contro lo Stato Islamico, ma l’adesione formale dovrebbe aumentare significativamente la cooperazione. È anche vista come una misura fondamentale per rafforzare la fiducia da parte di Sharaa per convincere i legislatori statunitensi ad alzare le sanzioni rimanenti contro la Siria prima della fine dell’anno. La scorsa settimana, Reuters ha riferito che l’esercito statunitense si stava preparando a stabilire per la prima volta una presenza in una base aerea di Damasco. Un funzionario dell’amministrazione statunitense ha chiesto che l’esatta ubicazione e il nome della base non fossero resi noti, citando motivi di sicurezza operativa. I media statali siriani hanno smentito. Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, sta incontrando i consiglieri della Casa Bianca, Jared Kushner e Steve Witkoff. Lo riferisce un funzionario dell’ufficio del primo ministro al Times of Israel. L’incontro si concentrera’ sullo stato del cessate il fuoco a Gaza e sugli sforzi per riportare in patria gli ostaggi rimasti caduti, aggiunge la fonte.

Articoli correlati

Ultimi articoli