L’Alto rappresentante della politica estera dell’Unione Europea, Kaja Kallas, ha dichiarato che l’Ue è “tranquilla” in merito alle consultazioni tra Russia e Stati Uniti sulla soluzione del conflitto in Ucraina. “I ministri presenti in sala sono stati piuttosto compatti e, direi, tranquilli su questo, perché lo abbiamo già visto in passato e perché diversi piani di pace non possono funzionare se europei e ucraini non danno il loro consenso. È per questo che abbiamo concentrato le discussioni di oggi su ciò che stiamo facendo e sulla nostra linea d’azione”, ha detto Kallas durante una conferenza stampa successiva alla riunione del Consiglio Affari Esteri dell’Ue. L’Unione europea ribadisce la sua linea sulla guerra in Ucraina e lo fa con parole ferme. Arrivando al Consiglio Affari Esteri a Bruxelles, l’alto rappresentante Ue Kaja Kallas ha sottolineato la necessità che qualsiasi proposta di pace coinvolga direttamente sia l’Europa che Kyiv, rispondendo così alle indiscrezioni sul presunto nuovo piano di pace elaborato dagli Stati Uniti. Kallas ha spiegato di non essere a conoscenza del coinvolgimento europeo nella stesura del progetto americano, ma ha voluto chiarire la posizione dell’Unione: «Noi europei abbiamo sempre sostenuto una pace duratura e giusta e accogliamo con favore qualsiasi sforzo volto a raggiungerla. Ovviamente, affinché qualsiasi piano funzioni, è necessario il coinvolgimento degli ucraini e degli europei. Questo è molto chiaro». Il monito del capo della diplomazia Ue arriva in un momento delicato, segnato da un’intensa attività diplomatica e da un rinnovato pressing internazionale per far sedere le parti al tavolo delle trattative. Ma Kallas non ha mancato di ricordare quali siano, secondo Bruxelles, i presupposti fondamentali per un negoziato credibile: «Dobbiamo comprendere che in questa guerra c’è un aggressore e una vittima», ha ribadito, sottolineando che non esistono segnali concreti da parte di Mosca per una reale de-escalation. «Non abbiamo sentito parlare di alcuna concessione da parte russa. Se la Russia volesse davvero la pace, avrebbe potuto accettare già da tempo un cessate il fuoco incondizionato», ha affermato. Parole dure, accompagnate da un riferimento diretto ai bombardamenti che nelle ultime ore hanno colpito diverse zone dell’Ucraina. Secondo Kallas, il 93% degli obiettivi russi continua a essere rappresentato da infrastrutture civili – scuole, ospedali, edifici residenziali – segno evidente, a suo avviso, della volontà di «uccidere quante più persone possibile e causare il maggior numero possibile di sofferenze». Una posizione netta, che conferma l’intenzione dell’Unione europea di non arretrare sul fronte del sostegno a Kyiv e di mantenere alta la pressione internazionale su Mosca. Mentre a Bruxelles i ministri discutono le prossime mosse diplomatiche, la guerra continua a scandire i tempi dell’azione politica europea, tra la ricerca di una pace credibile e la ferma condanna delle violenze sul campo.
L’Europa reagisce al “piano” sull’Ucraina di Usa e Russia: “Dobbiamo essere a bordo”






