domenica, Febbraio 8, 2026

Piano Usa-Russia, Kiev pronta a trattare: “Ma la cessione del Donbas è inaccettabile”

Una pace “che rispetti la dignità del popolo ucraino”. È il messaggio che Volodymyr Zelensky ha affidato ai social nella serata di ieri, dopo l’incontro a Kiev con una delegazione del Pentagono. Il presidente ucraino conferma la disponibilità a esaminare la bozza di accordo per la fine della guerra che gli Stati Uniti hanno discusso con Mosca, ma avverte: ogni intesa dovrà impedire “una terza invasione”. L’apertura arriva in un momento delicato per il leader ucraino, indebolito sul fronte interno dall’inchiesta sulla corruzione negli appalti energetici, che sta alimentando tensioni politiche e preoccupazioni tra gli alleati occidentali.

La bozza Usa: neutralità, garanzie e non aggressione

Secondo quanto trapelato da fonti dell’amministrazione americana citate da Axios, la proposta di Washington punta a ridefinire i rapporti di sicurezza nell’area euro-atlantica attraverso un pacchetto in 28 punti, ancora in evoluzione. Tra i cardini del piano ci sarebbe la rinuncia definitiva dell’Ucraina all’ingresso nella NATO, da sancire nella Costituzione, mentre l’Alleanza si impegnerebbe a non estendersi ulteriormente verso est. In cambio, Stati Uniti ed Europa fornirebbero garanzie di sicurezza a Kiev: ogni attacco “significativo e prolungato” da parte della Russia sarebbe considerato una minaccia all’intera comunità transatlantica, con la possibilità di una risposta anche militare. La bozza prevede inoltre un patto di non aggressione tra Ucraina, Russia ed Europa, accompagnato da un dialogo strutturato tra Mosca e la NATO sotto la mediazione statunitense. Alle autorità russe verrebbe richiesto di sancire per legge una politica di non aggressione verso i vicini.

Territori contesi, esercito ridotto e ruolo dell’AIEA

Tra i punti più controversi figura la cessione del Donbass alla Russia, già emersa in precedenti indiscrezioni, insieme alla riduzione dell’esercito ucraino a 600.000 unità. Sul nucleare, il piano stabilisce che l’Ucraina rimanga uno Stato non nucleare e che la centrale di Zaporizhzhia venga posta sotto supervisione dell’AIEA, con una ripartizione paritaria dell’energia prodotta tra Kiev e Mosca.

Ricostruzione e fondi russi congelati

Il progetto prevede un massiccio piano di ricostruzione finanziato da 200 miliardi di dollari provenienti da asset russi congelati: 100 miliardi messi in campo dall’Europa, altri 100 dagli Stati Uniti. Washington riceverebbe metà dei profitti generati dagli investimenti, mentre il restante patrimonio verrebbe impiegato in un accordo separato con la Russia. Oltre alle infrastrutture strategiche, è previsto un focus su settori ad alta crescita come tecnologia, data center e intelligenza artificiale.

Elezioni e amnistia generale

Uno degli elementi più discussi è la concessione di un’amnistia a tutte le parti coinvolte nel conflitto, che escluderebbe la possibilità di perseguire la Russia per crimini di guerra. Entro 100 giorni dall’eventuale firma, l’Ucraina dovrebbe inoltre andare a nuove elezioni, condizione che Zelensky ha già dichiarato di accettare a patto di un cessate il fuoco totale.

La posizione di Kiev

Pur accogliendo positivamente il primo passo della Casa Bianca, Kiev ribadisce che nessuna soluzione potrà prescindere dalla difesa della sovranità nazionale e dalla certezza che il Paese non sarà più attaccato. Zelensky chiede dunque “una pace giusta, stabile e duratura”, nella consapevolezza che ogni concessione territoriale o militare potrebbe aprire nuove fratture interne. La trattativa, ancora agli inizi, si preannuncia complessa. Ma il fatto che Washington, Mosca e Kiev si trovino a discutere una bozza scritta rappresenta, per la prima volta dopo mesi di stallo, un segnale che potrebbe aprire uno spiraglio diplomatico.

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