La Corte dei Conti ha respinto il ricorso presentato da un ex Ispettore Superiore della Polizia di Stato già in servizio al commissariato di Anzio, che aveva richiesto il riconoscimento della pensione privilegiata a seguito di una grave patologia renale, ritenuta da lui dipendente da causa di servizio. Una decisione netta, fondata sull’assenza del nesso di causalità tra la malattia e le attività svolte durante la carriera lavorativa, requisito imprescindibile per ottenere la particolare prestazione previdenziale.
La pensione privilegiata è infatti un trattamento riconosciuto al personale delle Forze Armate, delle Forze di Polizia (a ordinamento civile e militare) e del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco, a seguito di infermità o lesioni direttamente collegate al servizio svolto, senza necessità di un’anzianità contributiva minima. Per accedervi, però, è indispensabile dimostrare che la patologia sia stata contratta proprio a causa dell’attività professionale.
Nel caso dell’ex ispettore di Anzio, i giudici contabili hanno ritenuto che tale connessione non fosse provata. La sentenza sottolinea come, in assenza di riscontri medico-legali sufficienti, non sia possibile configurare un rapporto diretto tra il servizio prestato e la malattia renale diagnosticata, elemento cardine per stabilire l’esistenza della cosiddetta “dipendenza da causa di servizio”.
La decisione mette in evidenza ancora una volta l’estrema rigorosità dei criteri adottati per l’ottenimento della pensione privilegiata, soprattutto nei casi in cui l’infermità sia riconducibile a patologie dall’eziologia complessa e multifattoriale. Per l’ex ispettore, dunque, niente trattamento privilegiato: secondo la Corte, le condizioni previste dalla normativa non sono state soddisfatte.
La vicenda riaccende il dibattito sul tema del riconoscimento delle malattie professionali nelle Forze dell’Ordine, settore in cui l’esposizione a stress, rischi operativi e condizioni lavorative usuranti genera spesso contenziosi lunghi e complessi.
Anzio, negata la pensione privilegiata all’ex ispettore di Polizia: la Corte dei Conti respinge il ricorso






