Ad Ardea torna al centro del dibattito pubblico la questione delle antenne per la telefonia cellulare, un tema che negli ultimi mesi ha acceso le preoccupazioni dei residenti e messo sotto pressione l’amministrazione comunale. L’aumento degli impianti, spesso installati in aree urbanizzate o a ridosso di zone densamente abitate, sta alimentando proteste e richieste di maggiore chiarezza sui criteri di posizionamento e sugli eventuali impatti sulla salute e sul paesaggio. Negli ultimi anni, complice la crescente domanda di banda e la progressiva estensione del 5G, Ardea ha visto moltiplicarsi le richieste di installazione da parte degli operatori telefonici. Un processo che, pur regolato dalla normativa nazionale, risulta spesso complesso da gestire per i Comuni, chiamati a bilanciare necessità tecnologiche e tutela dei territori. Proprio in questo equilibrio si colloca il malcontento di molti cittadini, che lamentano scarsa informazione preventiva e poca trasparenza sulle procedure autorizzative. In diversi quartieri – da Nuova Florida a Tor San Lorenzo – sono sorti comitati spontanei che chiedono una pianificazione più rigorosa, un monitoraggio costante dei livelli di emissione e una maggiore partecipazione della comunità alle decisioni. L’amministrazione comunale, dal canto suo, ricorda che le autorizzazioni seguono precise linee normative e che i controlli sulle emissioni elettromagnetiche sono delegati agli enti competenti, come Arpa Lazio. Tuttavia, in più occasioni il Comune ha manifestato la volontà di aggiornare il Piano antenne, strumento decisivo per regolamentare meglio la distribuzione degli impianti sul territorio e ridurre il rischio di concentrazioni eccessive in zone sensibili. La discussione resta aperta, mentre l’evoluzione delle reti e la necessità di connessioni sempre più veloci rendono inevitabile un confronto tra sviluppo tecnologico e qualità della vita. Ad Ardea, come in molte altre città del litorale, la sfida sarà conciliare innovazione e tutela del paesaggio urbano, evitando che la corsa al segnale migliore si traduca in un disagio permanente per i cittadini.






