sabato, Novembre 29, 2025

Choc al liceo Giulio Cesare: su un muro la “lista di ragazze da struprare”

Professori, alunni e diversi ex alunni. Sono stati invitati tutti all’assemblea organizzata nell’aula magna del liceo Giulio Cesare di Roma. In tanti hanno tracciato sul proprio volto la riga rossa con cui si denuncia in silenzio la violenza di genere. Al centro della discussione: la scritta scoperta in uno dei bagni maschili dell’istituto di Corso Trieste, 48. Un elenco di nove nomi e cognomi di ragazze, tutte alunne in quella scuola. E il titolo del graffito è: “Lista stupri”. Chi ha scritto quei nomi con un pennarello rosso sulle piastrelle del bagno potrebbe aver agito proprio il 25 novembre, mentre in tutto il mondo si invocava la fine della violenza sulle donne. La scoperta: due giorni dopo la giornata mondiale dedicata al tema. “Con questa manifestazione cerchiamo di far comprendere il significato di questo gesto” ha detto la preside del Giulio Cesare, Paola Senesi, promotrice dell’incontro, momento di riflessioni tra insegnanti e alunni e alunne. “Il Giulio Cesare non è aperto alla violenza; il nostro liceo non vuol essere ricettacolo d’intolleranza”, scrive la dirigente scolastica in una circolare. Il corpo studentesco è mobilitato ma il caso è arrivato all’attenzione di Giuseppe Valditara. Questo il contenuto della nota del ministro dell’Istruzione: “Quanto successo al liceo Giulio Cesare con pesanti offese sessiste rivolte ad alcune studentesse è un fatto grave che va indagato e sanzionato duramente. Con le nuove norme la scuola ha tutti gli elementi per procedere. Verificheremo anche come stanno andando all’interno del liceo i corsi di educazione al rispetto della donna e di educazione alle relazioni previsti per la prima volta obbligatoriamente dalle nuove Linee guida sulla educazione civica e che lo scorso anno hanno dato risultati molto importanti nella gran parte delle scuole superiori italiane. Il rispetto è un valore imprescindibile”. Il responsabile potrebbe dover rispondere non solo del reato di vandalismo ma anche di istigazione all’odio e apologia di reato.

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