giovedì, Aprile 2, 2026

Archiviata inchiesta sull’Atac per bancarotta

Il Gip di Roma Livio Sabatini ha disposto l’archiviazione dell’inchiesta aperta nel 2019 per bancarotta nei confronti dell’ex amministratore delegato di Atac, Gioacchino Gabbuti, e di altri 39 ex dirigenti e manager della municipalizzata del Comune di Roma. Il provvedimento arriva dopo sei anni di indagini e segue la precedente assoluzione di Gabbuti nel settembre 2021 dall’accusa di peculato. Il procedimento riguardava le operazioni economiche realizzate tra il 2004 e il 2008, contestate come atti di mala gestio, tra cui: investimenti in titoli Lehman Brothers e Bank of Ireland, l’acquisto di 74 tram e 50 autobus rimasti inutilizzati, l’acquisizione del compendio immobiliare Eur Castellaccio e operazioni di headlease e sublease US Cross Border Lease. Il Gip ha sottolineato che, sebbene gli atti siano stati documentati nella richiesta di archiviazione del pm, non emergono elementi utili a configurare una volontà fraudolenta o rilevanza penale della condotta. Per quanto riguarda l’acquisto dei mezzi di trasporto, il tribunale ha evidenziato che il danno non era imputabile agli ex dirigenti, bensì al fornitore che consegnò beni diversi da quelli richiesti. Analogamente, i premi ai dirigenti e le consulenze affidate tra il 2007 e il 2009 a una società partecipata dagli indagati non hanno arrecato danno effettivo ad Atac, risultando utili per la valutazione e la riorganizzazione della società. Con l’archiviazione, vengono chiuse le posizioni di Gioacchino Gabbuti e di tutti gli altri indagati, tra cui Filippo Allegra, Maurizio Basile, Adalberto Bertucci, Oreste Danilo Broggi, Mauro Calamante, Francesco Carbonetti, e molti altri dirigenti ed ex manager della partecipata romana. Il Gip ha condiviso pienamente le conclusioni della Procura, evidenziando che gli elementi acquisiti non consentono di formulare una ragionevole previsione di condanna o di applicazione di misure cautelari diverse dalla confisca.

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