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Sciopero dei taxi a Roma il 13 gennaio: “adunata generale” contro le sentenze sul foglio elettronico di servizio

Roma si prepara a vivere una giornata di mobilitazione dei tassisti: martedì 13 gennaio 2026 è stato proclamato uno sciopero nazionale di 24 ore dai sindacati delle auto bianche, con un presidio e una protesta in città. L’iniziativa arriva a seguito delle recenti sentenze che hanno annullato alcune disposizioni del decreto ministeriale sul cosiddetto “foglio elettronico di servizio”. Il provvedimento, introdotto dal Ministero dei Trasporti, prevedeva l’obbligo per i servizi di noleggio con conducente (NCC) di utilizzare un sistema digitale al posto del tradizionale foglio cartaceo, oltre a stabilire vincoli come l’attesa minima di 20 minuti tra prenotazione e inizio del servizio se non partiva dalla rimessa e il divieto di contratti di durata con intermediari quali tour operator o agenzie. L’obiettivo era evitare che le auto nere operassero “su piazza” come fanno i taxi, regolamentando in maniera più rigorosa l’attività degli NCC. Tuttavia, due sentenze – una del Tar del Lazio e una del Consiglio di Stato di novembre 2025 – hanno annullato queste disposizioni, ritenendo che lo Stato avesse ecceduto nelle proprie competenze, invadendo la materia di trasporto pubblico locale di competenza regionale. Di conseguenza, sono state dichiarate illegittime le norme relative ai vincoli temporali e ai contratti con intermediari. I sindacati dei tassisti hanno interpretato queste decisioni come un colpo al servizio pubblico e un pericolo per l’equilibrio del settore, annunciando lo sciopero e definendo la giornata come un’“adunata generale” a Roma, in cui si chiede maggiore attenzione del Governo verso le esigenze dei lavoratori del trasporto pubblico locale. L’iniziativa promette di paralizzare il servizio taxi nella Capitale per l’intera giornata, con possibili disagi per i cittadini e i turisti. L’attenzione resta alta anche sul confronto in corso tra tassisti e piattaforme digitali come Uber, che secondo i sindacati sottraggono clienti al servizio pubblico regolamentato. La protesta del 13 gennaio rappresenta quindi il culmine di mesi di tensioni tra tassisti, NCC e istituzioni, in un settore sempre più al centro del dibattito sulla mobilità urbana e sulle regole del trasporto pubblico a Roma.

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