venerdì, Gennaio 2, 2026

Osteoporosi, l’emergenza silenziosa: a Civitavecchia cresce l’allarme per le fratture di femore negli anziani

Non è soltanto una malattia delle ossa, ma una vera e propria emergenza sanitaria silenziosa, capace di cambiare radicalmente il destino di una persona nel giro di pochi secondi. A Civitavecchia l’osteoporosi continua a essere sottovalutata, nonostante il suo volto più drammatico sia sotto gli occhi di medici e famiglie: la frattura di femore, uno degli eventi più gravi e invalidanti per la popolazione anziana. Una caduta apparentemente banale, spesso avvenuta tra le mura domestiche, può trasformarsi in un punto di non ritorno. I dati clinici parlano chiaro: la mortalità aumenta in modo significativo nel primo anno successivo a una frattura di femore, con percentuali che destano forte preoccupazione. Per molti pazienti anziani, quel trauma segna l’inizio di una rapida perdita di autonomia, con conseguenze che si riflettono sulla qualità della vita e sulla possibilità di continuare a vivere in modo indipendente. A pagarne il prezzo non sono soltanto i pazienti, ma anche le famiglie, spesso chiamate a farsi carico di un’assistenza continua e complessa. Dopo l’intervento chirurgico, necessario nella maggior parte dei casi, iniziano lunghi percorsi di riabilitazione, seguiti talvolta da assistenza domiciliare o dal ricovero in strutture residenziali. Un carico emotivo ed economico che incide profondamente sull’equilibrio familiare. Anche il sistema sanitario locale ne risente in modo pesante. Ai costi dei ricoveri ospedalieri e degli interventi chirurgici si aggiungono quelli della riabilitazione e dell’assistenza a lungo termine. L’osteoporosi rappresenta oggi una delle principali cause di spesa sanitaria indiretta, ma continua a essere percepita come una patologia “minore”, proprio perché non dà segnali evidenti fino al momento della frattura. A Civitavecchia, come nel resto del Paese, medici e operatori sanitari sottolineano la necessità di investire di più nella prevenzione e nella diagnosi precoce, soprattutto nella popolazione over 65. Screening mirati, corretti stili di vita, alimentazione adeguata e terapie appropriate possono fare la differenza, riducendo il rischio di fratture e salvaguardando l’autonomia degli anziani. L’osteoporosi, dunque, non fa rumore, ma lascia segni profondi. Riconoscerla per tempo significa non solo prevenire fratture e decessi, ma anche tutelare la dignità e la qualità della vita di una comunità che invecchia, come quella di Civitavecchia.

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