sabato, Gennaio 3, 2026

Metro B, colpo di scena: niente chiusura anticipata la sera. Primo treno Hitachi sui binari dal 15 marzo 2026

Un vero e proprio colpo di scena per i pendolari romani: la metro B non chiuderà in anticipo la sera. La decisione è stata presa nella tarda mattinata di oggi, venerdì 2 gennaio, dall’assessore alla Mobilità di Roma, Eugenio Patanè, al termine di una valutazione tecnica e politica che ha tenuto con il fiato sospeso utenti e addetti ai lavori. Contestualmente, arriva anche una data chiave per il rinnovo del materiale rotabile: il primo dei nuovi treni Hitachi potrà essere visto in servizio a partire dal 15 marzo 2026, anche se per salire effettivamente a bordo servirà attendere ancora circa tre settimane. La vicenda affonda le radici nei ritardi accumulati negli ultimi mesi. Il primo dei 36 convogli acquistati da Roma Capitale era stato consegnato da Hitachi lo scorso aprile, con l’obiettivo di avviare i test e arrivare alla messa in esercizio entro la fine dell’anno. Un traguardo che, però, non è stato raggiunto. Una situazione che ha irritato non poco l’assessore Patanè, che nei mesi scorsi – anche pubblicamente – aveva evocato l’ipotesi di penali nei confronti del costruttore giapponese. Proprio per sbloccare l’impasse, il 19 dicembre, alla vigilia delle festività natalizie, si è tenuta una riunione definita da più parti “di fuoco” tra l’assessore, Atac, il dipartimento Mobilità e i rappresentanti di Hitachi. Un incontro teso, durante il quale non sono mancati momenti di frizione, e dal quale è emersa la necessità di individuare una soluzione che consentisse di proseguire con i collaudi senza penalizzare ulteriormente il servizio ai cittadini. Hitachi ha messo sul tavolo quattro diversi scenari operativi. Il primo prevedeva test notturni di tre ore su un solo treno; il secondo test di cinque ore, sempre su un unico convoglio. Il terzo scenario proponeva prove di tre ore su due treni in parallelo, mentre il quarto allungava a cinque ore i test su due convogli contemporaneamente. Le opzioni più invasive – la seconda e la quarta – avrebbero comportato la chiusura anticipata della linea B alle 21 e la consegna del primo treno ad Atac entro il 28 febbraio. Una prospettiva che ha fatto scattare l’altolà del Comune. Alla fine, la scelta è ricaduta sul cosiddetto “terzo scenario”. Una decisione che salva il servizio serale della metro B e, allo stesso tempo, fissa un nuovo cronoprogramma per l’arrivo dei treni. Con questa opzione, Hitachi si è impegnata formalmente a consegnare il primo convoglio ad Atac il 15 marzo, come messo nero su bianco in una lettera inviata al Campidoglio. Da quel momento, il treno dovrà percorrere circa 5.000 chilometri di prova sulla linea B prima di poter trasportare passeggeri, un passaggio obbligato che richiederà circa tre settimane. Dal Campidoglio, sebbene non sia ancora arrivata una risposta formale, il messaggio è stato chiaro: ulteriori ritardi non saranno tollerati. Oltre alle penali previste dal contratto, il Comune è pronto a chiedere anche il risarcimento dei danni a Hitachi. «Abbiamo deciso di scegliere il “terzo scenario” che ci era stato presentato da Hitachi – ha confermato Patanè –. Verranno effettuate le prove su due nuovi treni in parallelo per tre ore a notte. In questo modo scongiuriamo la chiusura anticipata della metro B». Una scelta che, almeno per ora, restituisce un po’ di respiro ai romani e riaccende la speranza di vedere finalmente sui binari i nuovi treni tanto attesi.

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