Si chiude senza riconoscimenti la vicenda giudiziaria di un ex sottufficiale dell’Aeronautica residente ad Ardea, che aveva chiesto il riconoscimento della dipendenza da causa di servizio per due gravi patologie cardiache. Dopo il rifiuto del Ministero della Difesa, l’uomo aveva presentato ricorso al TAR del Lazio, denunciando quella che riteneva una grave ingiustizia. Nel suo ricorso, l’ex militare contestava il decreto ministeriale sotto molteplici profili: “Difetto di motivazione, eccesso di potere per erronea interpretazione e valutazione della situazione di fatto, difetto d’istruttoria, errore sui presupposti, illogicità, incongruità, inattendibilità e insufficienza della motivazione, manifesta ingiustizia, sviamento”. Secondo il militare, il provvedimento del Ministero avrebbe prodotto una disparità di trattamento rispetto ad altri casi simili, aggravando il senso di torto subito. Il TAR del Lazio, tuttavia, ha respinto il ricorso, ritenendo che le evidenze prodotte non fossero sufficienti a stabilire un nesso diretto tra le patologie cardiache e lo stress derivante dal servizio militare. La decisione sancisce quindi la chiusura di un contenzioso che aveva acceso il dibattito sul riconoscimento delle malattie professionali tra il personale delle Forze Armate e sui criteri adottati dagli organi competenti per valutare tali richieste. Per l’ex sottufficiale di Ardea resta ora aperta la possibilità di ulteriori impugnazioni o ricorsi straordinari, mentre il caso torna a sollevare interrogativi sulla tutela dei militari e sulle modalità con cui lo Stato riconosce i danni derivanti da condizioni lavorative gravose e stressanti.






