domenica, Gennaio 4, 2026

Il Tar ribadisce: le patologie del militare non sono riconducibili a cause di servizio

Il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio ha confermato integralmente la posizione del Ministero della Difesa e ha respinto il ricorso presentato da un ex sottufficiale dell’Aeronautica residente ad Ardea, che chiedeva il riconoscimento della dipendenza da causa di servizio per due gravi patologie cardiache. La sentenza è stata pronunciata dopo l’udienza pubblica del 22 dicembre 2025. I giudici hanno richiamato un orientamento ormai consolidato della giurisprudenza: il Comitato di Verifica per le Cause di Servizio (CVCS) rappresenta l’organo centrale e definitivo nell’accertamento del nesso tra infermità e servizio. Nel caso specifico, il CVCS aveva stabilito che le patologie addotte dal militare non potessero essere riconosciute come dipendenti dal servizio militare. Secondo il TAR, il parere del CVCS, basato su una valutazione tecnica e multifattoriale, è vincolante per l’Amministrazione. Il giudice amministrativo può intervenire solo sulla legittimità del procedimento, non sul merito delle valutazioni medico-legali: può quindi accertare eventuali macroscopici vizi di irragionevolezza, travisamento dei fatti o carenze istruttorie, ma non entrare nel merito scientifico della decisione. In sintesi, la sentenza conferma che l’Amministrazione e il CVCS hanno agito entro i limiti di legge e che, pur comprendendo le difficoltà e le patologie dei militari, il riconoscimento della causa di servizio resta vincolato a criteri tecnico-scientifici specifici. Per l’ex sottufficiale di Ardea, quindi, la strada legale si chiude, consolidando un principio di rigore procedurale che guida le decisioni sulle malattie professionali nel personale militare.

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