domenica, Gennaio 4, 2026

Nicola Piovani incanta l’Auditorium

Roma torna a dialogare con il mito e con la musica d’autore grazie a I viaggi di Ulisse, lo spettacolo scritto e musicato dal premio Oscar Nicola Piovani, che porta in scena l’epopea di un eroe senza tempo attraverso una narrazione intensa, colta e profondamente contemporanea. Un omaggio all’Odissea che si fa racconto teatrale, concerto e riflessione sull’uomo, sul viaggio e sul desiderio di ritorno. Sul palco, la figura di Ulisse prende forma tra parole e note, senza bisogno di scenografie imponenti: è la musica a costruire i paesaggi, a evocare il mare aperto, le isole misteriose, le tempeste e gli approdi incerti. Piovani, autore di una partitura originale e riconoscibile, intreccia melodie che richiamano il Mediterraneo antico con sonorità moderne, accompagnando il pubblico lungo un percorso emotivo che attraversa i secoli. Lo spettacolo alterna momenti narrativi a passaggi musicali di grande suggestione, in cui il mito classico viene restituito nella sua essenza più umana. Ulisse non è solo l’eroe astuto e vincitore, ma l’uomo che sbaglia, che si perde, che resiste alla tentazione dell’oblio e che continua a muoversi spinto da una nostalgia ostinata. È il simbolo di chi viaggia per conoscere e, soprattutto, per tornare. Roma accoglie I viaggi di Ulisse come un evento culturale capace di parlare a pubblici diversi: dagli appassionati di teatro e musica colta agli studenti, fino a chi si avvicina per la prima volta al mito omerico. In platea, il silenzio attento accompagna ogni passaggio, rotto solo dagli applausi che sottolineano i momenti più intensi della narrazione. Nicola Piovani, già autore di alcune delle colonne sonore più amate del cinema italiano e internazionale, dimostra ancora una volta la capacità di trasformare la musica in racconto. Il suo Ulisse non appartiene al passato, ma cammina nel presente, riflettendo le inquietudini e le speranze dell’uomo contemporaneo. Lo spettacolo si chiude come un approdo dopo una lunga traversata: con la consapevolezza che il viaggio di Ulisse non finisce mai davvero, perché continua ogni volta che qualcuno, seduto in teatro, si riconosce in quell’eroe che sfida il mare per ritrovare se stesso.

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