domenica, Gennaio 4, 2026

Roma in ansia per Riccardo, il 16enne ancora disperso dopo la strage in Svizzera

Nel silenzio carico di attesa che avvolge il Liceo Cannizzaro di Roma, le parole della dirigente scolastica Pina Tomao risuonano come un filo sottile che unisce la comunità scolastica a Riccardo, studente brillante del quarto anno del liceo scientifico di via della Civiltà del Lavoro, ancora disperso dopo i drammatici fatti avvenuti a Crans-Montana, in Svizzera. La preside, visibilmente commossa, ha letto il messaggio scritto dagli insegnanti di Riccardo: un testo denso di ricordi, stima e speranza. «L’ultima volta che l’ho visto era nei corridoi della scuola», ha raccontato Tomao, la voce rotta dall’emozione. «Camminava come sempre, con lo zaino in spalla e quello sguardo curioso che lo contraddistingue». Un’immagine semplice, quotidiana, che oggi assume il peso struggente delle cose sospese.
Riccardo è descritto dai docenti come un alunno serio, appassionato di scienza, rispettato dai compagni e capace di distinguersi senza mai ostentare. Un ragazzo che divideva le sue giornate tra lo studio e l’allenamento in piscina, dove pratica nuoto a livello agonistico in un centro sportivo romano che ora attende notizie, insieme ai suoi allenatori e compagni di vasca. La dirigente scolastica è in costante contatto con i genitori del giovane, che si trovano in Svizzera impegnati nelle ricerche. Ore difficili, scandite da telefonate, aggiornamenti frammentari e dalla speranza che ogni nuova informazione possa portare a una svolta.
Secondo i dati diffusi, sono 14 i feriti di nazionalità italiana tra i giovani che si trovavano nel locale “Le Constellation” di Crans-Montana. Sei gli italiani attualmente dispersi. Il bilancio complessivo parla di 115 feriti, cinque dei quali non sono ancora stati identificati, un numero che rende ancora più complesso il lavoro delle autorità e alimenta l’angoscia delle famiglie in attesa. A Roma, intanto, l’attesa è collettiva. Dal Liceo Cannizzaro all’Ufficio scolastico regionale, dal centro sportivo ai compagni di classe, sono in tanti ad aspettare il ritorno di Riccardo. Un’attesa silenziosa ma compatta, fatta di messaggi, pensieri e corridoi vuoti che sembrano chiedere solo una cosa: rivedere quel ragazzo attraversarli di nuovo.

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