lunedì, Gennaio 5, 2026

Messaggio al Venezuela e Groenlandia nel mirino, la doppia minaccia di Trump. L’ira della Danimarca

Prima l’avvertimento alla presidente ad interim del Venezuela dopo la cattura di Maduro e i raid sul Paese, poi le parole sulla Groenlandia, ritenuta necessaria per la difesa Usa tanto da averne “bisogno”. E’ una doppia minaccia quella lanciata da Donald Trump all’indomani dell’attacco su Caracas, operazione che ha destato più di qualche allarme tra i Paesi del mondo, Danimarca in testa. Sul fronte venezuelano, in un’intervista telefonica a The Atlantic, il presidente Trump ha lanciato la minaccia contro la nuova leader venezuelana, Delcy Rodriguez, affermando che “se non farà la cosa giusta, pagherà un prezzo molto alto, probabilmente più alto di quello di Maduro”, catturato sabato scorso dagli Usa a Caracas. La “ricostruzione” in Venezuela e “il regime change o come volete chiamarlo, è meglio di quello che c’è in questo momento. Non può andare peggio di così”, ha continuato il presidente Usa. I commenti segnano un netto allontanamento dalla sua precedente avversione per il cambio di regime e il ‘nation building’ (“costruzione di una nazione”), come rileva la testata statunitense, che evidenzia la distanza tra le parole di Trump e le posizioni comuni nella base trumpiana del Partito repubblicano, il movimento MAGA. “La ricostruzione non è una cosa negativa nel caso del Venezuela”, ha poi ribadito Trump, parlando di un “Paese andato all’inferno”, “totalmente fallito” e “un disastro sotto ogni punto di vista”. Trump ha poi negato che l’operazione militare contro il Venezuela abbia come obiettivo il controllo statunitense dell’emisfero occidentale, nel solco della cosiddetta Dottrina Monroe, che egli stesso ha fatto sua (soprannominandola “Dottrina Donroe”). “Non si tratta dell’emisfero. Si tratta del Paese. Si tratta dei singoli Paesi”, ha affermato per poi precisare che la decisione di catturare il presidente venezuelano “non è stata presa semplicemente per ragioni geografiche”, come scrive la testata. Gli Stati Uniti non considerano Rodriguez presidente legittima, aveva chiarito in precedenza il segretario di Stato americano Marco Rubio, parlando con Abc News e sottolineando di non ritenerla legittima perché “non crediamo che questo regime sia legittimo in quanto frutto di elezioni… E non siamo solo noi. Sono circa 60 i paesi in tutto il mondo che condividono questa opinione”. “In definitiva – aveva sottolineato – la legittimità del loro sistema di governo deriverà da un periodo di transizione e da elezioni reali, che finora non hanno avuto”. Trump sta avendo conversazioni “molto concrete e molto chiare” con la presidente ad interim del Venezuela, in cui le ha detto di “guidare” il Paese “o farsi da parte”, ha poi spiegato la segretaria alla Sicurezza interna Kristi Noem nel corso di un’intervista a Fox News. “Puoi governare o puoi farti da parte. Non ti permetteremo di continuare a sovvertire la nostra influenza americana”, avrebbe detto Trump secondo Noem. Quindi, nella medesima intervista, ecco spuntare nuovamente il capitolo Groenlandia che ha suscitato ancora una volta l’ira della Danimarca. Tutto però è iniziato qualche ora prima, quando la moglie di uno dei suoi più stretti consiglieri aveva postato una mappa della Groenlandia colorata a ‘stelle e strisce’ accompagnata da una sola parola, ossia “presto”. “Abbiamo bisogno della Groenlandia, assolutamente”, le parole del tycoon, descrivendo il territorio autonomo danese come un’isola “circondata da navi russe e cinesi”. Alla domanda se l’attacco al Venezuela possa indicare la volontà di intraprendere un’azione militare per assumere il controllo della Groenlandia, Trump ha affermato che spetta ad altri decidere cosa significhi l’azione militare Usa per quanto riguarda il territorio danese, riporta The Atlantic. “Dovranno valutarlo da soli. In realtà non lo so. È stato molto generoso con me, Marco, ieri”, ha detto il presidente, riferendosi a quanto detto dal segretario di Stato Marco Rubio. Nel corso di una conferenza stampa congiunta, Rubio aveva infatti affermato che il mondo dovrebbe “prestare attenzione” dopo l’operazione a Caracas (con particolare riferimento a Cuba) e sottolineato che quando Trump “vi dice che farà qualcosa, quando vi dice che affronterà un problema, dice sul serio”. “Non mi riferivo alla Groenlandia in quel momento”, ha però puntualizzato il presidente Usa nell’intervista, “ma abbiamo bisogno della Groenlandia, assolutamente. Ne abbiamo bisogno per la difesa”.

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