Modello che funziona non si cambia. E così il piano sicurezza, di fatto permanente per tutta la durata dell’Anno Santo, torna a espandersi “a fisarmonica” fino al massimo livello per l’ultimo, delicatissimo atto del Giubileo. Dopo mesi di rodaggio e una serie di prove superate senza sbavature, l’apparato messo in campo per Roma e il Vaticano affronta oggi e domani un nuovo stress test, destinato a chiudere un capitolo straordinario della storia recente della Capitale. Le misure, già sperimentate in occasione dei funerali di papa Bergoglio e dell’elezione di Leone XIV, eventi che hanno richiamato folle imponenti e l’attenzione del mondo intero, vengono nuovamente innalzate per accompagnare l’ultimo passaggio dei fedeli attraverso la Porta Santa di San Pietro. Oggi l’afflusso continuo dei pellegrini, domani mattina la chiusura ufficiale del Giubileo, presieduta dal Pontefice alla presenza del Capo dello Stato, Sergio Mattarella. Un appuntamento solenne che impone il massimo livello di allerta. Numeri alla mano, il bilancio dell’Anno Santo parla di oltre 33 milioni di pellegrini arrivati a Roma nell’arco di dodici mesi. Un flusso costante che ha richiesto una macchina organizzativa imponente, ora chiamata a reggere l’ultimo sforzo. Il Vaticano e l’area circostante sono completamente blindati: centinaia di uomini delle forze dell’ordine, in assetto speciale, sono dispiegati sul territorio con turni rafforzati e presidi fissi nei punti sensibili. In campo un dispositivo interforze che vede operare fianco a fianco Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza, Esercito, Vigili del Fuoco, volontari della Protezione civile e agenti della Polizia locale. A terra, pattugliamenti continui, posti di controllo e varchi presidiati con l’uso di metal detector per il filtraggio dei fedeli. Dall’alto, la sorveglianza è affidata a elicotteri e droni, mentre lo spazio aereo sopra l’area vaticana è interdetto con una no fly zone rigorosamente monitorata. Sul fronte della viabilità, scattano chiusure al traffico in tutta la zona attorno a San Pietro e lungo le principali direttrici di afflusso. Deviazioni, strade interdette e controlli serrati per garantire la sicurezza e consentire il regolare svolgimento delle cerimonie senza interferenze. Ma l’attenzione non si esaurisce con il Vaticano. Oggi sarà un altro giorno campale per l’ordine pubblico: a piazza Navona è infatti in programma la tradizionale festa della Befana, evento popolare che ogni anno richiama migliaia di persone, famiglie e turisti. Un doppio appuntamento che impone una gestione accurata delle risorse e un coordinamento ancora più stretto tra le diverse forze in campo. Oggi, intanto, è il giorno della messa a punto finale: ultime verifiche, briefing operativi e aggiustamenti dell’assetto per garantire che tutto si svolga senza incidenti. L’obiettivo resta lo stesso che ha guidato l’intero Anno Santo: consentire a fedeli e cittadini di vivere eventi di portata storica in un clima di sicurezza e serenità, fino all’ultimo, simbolico passaggio.






