martedì, Gennaio 6, 2026

Santa Marinella celebra i 20 anni della storica vittoria della Coppa Italia Regionale

Era il 5 gennaio 2006 quando il Santa Marinella Calcio alzava al cielo, davanti a oltre 800 spettatori giunti dalla Perla del Tirreno, la Coppa Italia Regionale. Vent’anni dopo, quel ricordo resta indelebile per la città e per tutti i tifosi rossoblu che seguirono la squadra allo stadio Flaminio di Roma. Sulle tribune, uno striscione recitava: “Chi non crede è un perdente, chi crede ama osare. Forza Santa, non mollare”. Quelle parole accompagnarono i giocatori in campo, tra emozioni forti e tre gol che sancirono la vittoria, tra la paura per un pareggio in extremis e la gioia incontenibile al termine della partita. La finale aveva richiamato la città intera: cinque pullman e decine di auto portarono i tifosi a Roma, trasformando lo stadio in un mare rossoblu. A ricordare quei momenti è Gabriele Dominici, allenatore della stagione 2005/2006 e figura storica del club. «Ricordo l’euforia dopo la semifinale, ma anche l’ansia per la finale, soprattutto dopo la delusione del 1995 contro la Vigor Acquapendente. Entrare in campo e vedere i tifosi incitarci a squarciagola è stato emozionante. La gioia per il vantaggio, lo sconforto per il pareggio al ’90, e poi la felicità nei supplementari con gli altri due gol: un mix di emozioni per coronarie forti. Sono grato di aver vissuto questo traguardo da giocatore, capitano e allenatore, e spero che altri ragazzi possano seguire la mia stessa carriera nel settore giovanile rossoblu. L’unico rammarico resta fermarsi ai quarti di finale nazionali contro il Montegranaro ai calci di rigore». Anche Massimiliano Fronti, figlio dell’allora presidente Ivano Fronti, racconta la sua esperienza. «Vent’anni fa il Santa Marinella entrava nella storia del calcio regionale. Ho vissuto quell’emozione come figlio del presidente, ex calciatore, tifoso e vice sindaco. Lo stadio gremito e il calore dei tifosi hanno reso indimenticabile quella partita. Mirko Bentivoglio con un bolide da trenta metri ci portò in vantaggio nei supplementari, e da lì fu tutta in discesa, anche se alla fine il rischio c’era. Vincere quella coppa mancava da anni nella nostra bacheca».

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