L’inchiesta penale sull’incendio del bar ‘Le Constellation’ della notte di Capodanno costato la vita a 40 persone (116 feriti per ustioni) viene condotta, in via eccezionale, da un pool di quattro procuratrici. Lo ha reso noto la procuratrice generale del Canton Vallese, Beatrice Pilloud. La procuratrice generale aggiunta, Catherine Seppey, ha assunto la direzione del procedimento. Pilloud ha annunciato, “continuero’ a occuparmi delle comunicazioni e delle relazioni internazionali”. Data la portata della tragedia, Pilloud ha richiesto un budget straordinario al Consiglio della Giustizia, alla Commissione Giustizia del Gran Consiglio e al Consiglio di Stato con l’obiettivo di assumere personale aggiuntivo.
Pilloud ha ribadito la sua intenzione di escludere i vari avvocati che rappresentano le vittime e le loro famiglie – a differenza degli avvocati degli imputati – dagli interrogatori condotti dalla polizia per conto della Procura. “Il diritto dei ricorrenti privati di partecipare alle prossime udienze e’ stato limitato per accelerare il procedimento, impedire la divulgazione di informazioni alla luce dell’attenzione mediatica e proteggere le indagini”, ha spiegato Pilloud. Tuttavia, tutte le parti hanno accesso al fascicolo completo.
La Procura non ha ancora deciso se il Comune di Crans-Montana possa partecipare al procedimento penale come co-querelante ma la risposta arrivera’ “a breve”. “Quanto ai controlli mancati la giustizia dovrà curare la verità, pare ce ne siano stati 1.500 in questo periodo, in tutta Crans Montana, perché questo locale non sia stato controllato è una cosa inspiegabile a priori, vedremo cosa ci dirà l’inchiesta. Quanto alla porta all’uscita d’emergenza, pare fosse utilizzata per entrare perché dava sul pianerottolo che dava accesso ad altre stanze” e “se è stata chiusa per evitare che qualcuno entrasse senza essere controllato” è “inaccettabile”. Lo ha detto l’ambasciatore svizzero in Italia, Roberto Balzaretti. Il dolore che non si ferma per quelle giovani vite spezzate a Crans-Montana ma anche la speranza per gli undici pazienti ricoverati a Milano, tutti in condizioni ancora critiche e in prognosi riservata. Dopo lo straziante arrivo di ieri delle cinque salme italiane vittime del rogo in Svizzera, oggi la premier Giorgia Meloni ha fatto visita all’Ospedale Niguarda ad alcuni dei feriti, intrattenendosi con i familiari dei ragazzi e ringraziando i medici e gli infermieri che continuano a lavorare senza sosta.
Domani, in contemporanea in due chiese diverse di Milano, ci saranno i funerali dei due giovani Achille Barosi e Chiara Costanzo, le cui camere ardenti sono allestite già da ieri.
Per assicurare la vicinanza delle istituzioni, il sindaco di Milano Giuseppe Sala, insieme all’assessore regionale Gianluca Comazzi, sarà presente nella chiesa di Santa Maria delle Grazie alle esequie di Chiara, mentre il governatore della Lombardia Attilio Fontana assisterà a quelle di Achille alla basilica di Sant’Ambrogio insieme alla vicesindaca della città Anna Scavuzzo.
Alle camere ardenti, l’arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini, ha chiesto che ora sia fatta giustizia: “se i locali che ospitano persone che fanno festa non sono adeguatamente sicuri è una grave responsabilità per chi li gestisce”. Certo, ha aggiunto, “la giustizia non restituisce la salute ai feriti né i morti alle loro famiglie, ma resta una richiesta del tutto legittima e doverosa”. Una richiesta su cui concorda anche Sala: “Quello che so è che le regole, per esempio per il rilascio della Cpi, il Certificato di Prevenzione Incendi, in Italia sono più rigorose. Giustizia deve essere fatta” ha osservato. Una tragedia ingiusta anche per Fontana per cui “il pensiero va sempre a quei ragazzi”.
Sugli undici pazienti ricoverati, tutti con ustioni più o meno estese o con compromissioni delle funzioni vitali, “manteniamo ancora una prognosi riservata” ha spiegato il Dg dell’Ospedale Niguarda Alberto Zoli. “Sono tutti pazienti ancora in condizioni critiche – ha aggiunto – ma che nelle prossime ore possono avere un’evoluzione speriamo positiva”.
Sul loro decorso, invece, “si naviga a vista” e “ogni giorno è un giorno guadagnato”, come ha sottolineato Giampaolo Casella, direttore Anestesia e Rianimazione. Gli interventi sono andati avanti tutto il giorno e proseguiranno anche in serata. Mentre ci sono ancora difficoltà nel trasferimento di due pazienti italiani da Crans-Montana, di cui uno arriverà sicuramente al Niguarda quando le condizioni lo permetteranno.
“Con i colleghi svizzeri c’è stata moltissima collaborazione” ha raccontato Valeria Terzi, medico dirigente di Anestesia e Rianimazione 1 e parte dello scout team che è andato negli ospedali svizzeri per valutare le condizioni dei feriti. Lì “abbiamo visto tanta fiducia, sia dei sanitari svizzeri nei nostri confronti, sia quella delle famiglie in un sistema che si metteva a loro disposizione. Abbiamo visto sicuramente dolore – ha concluso – ma mai disperazione”. Non ci sono parole che possano descrivere adeguatamente la tragedia avvenuta quella notte al Constellation. Questo luogo di festa si è improvvisamente trasformato in un luogo di orrore e paura. Siamo devastati e sopraffatti dal dolore. I nostri pensieri sono costantemente rivolti alle famiglie delle vittime, a quelle vittime che sono state strappate alla vita in modo così brutale e prematuro, e a tutti coloro che lottano per la propria vita”. È quanto scrivono in una nota pubblicata da Blick Jessica e Jacques Moretti, proprietari del bar di Crans-Montana, in Svizzera, dove un incendio scoppiato la notte di Capodanno ha ucciso almeno 40 persone. “Non ci sono parole che possano esprimere appieno ciò che la polizia, i soccorritori e il personale medico hanno sopportato e continuano a sopportare con un coraggio che rasenta l’eroismo. A loro va la nostra più profonda gratitudine e il nostro rispetto”, aggiungono i due francesi, “desideriamo inoltre esprimere la nostra piena solidarietà a tutti i nostri dipendenti gravemente colpiti da questa tragedia. I nostri pensieri sono con loro, poiché i procedimenti legali in corso ci impediscono attualmente di avere contatti personali”.






