mercoledì, Gennaio 7, 2026

Ucraina, la premier Meloni a Parigi ribadisce: “Niente a truppe italiane sul terreno ma sostegno a Kiev”

Niente carbone, ma una calza piena di risultati politici per Giorgia Meloni. La presidente del Consiglio torna da Parigi con una serie di successi che rafforzano la posizione dell’Italia sullo scacchiere internazionale e in Europa. Al vertice della cosiddetta Coalizione dei Volenterosi, convocato all’Eliseo da Emmanuel Macron insieme al presidente ucraino Volodymyr Zelensky e agli emissari statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner, la linea italiana sulla guerra in Ucraina trova ampia convergenza. In un palazzo dell’Eliseo avvolto dalla neve, l’incontro viene definito da Palazzo Chigi “costruttivo e concreto”. Al centro, l’obiettivo di una “pace giusta e duratura” per Kiev, principio da tempo sostenuto dal governo italiano e ora condiviso dai principali attori internazionali, compresi gli Stati Uniti guidati da Donald Trump. Tra i punti qualificanti emersi dal vertice, spicca l’impegno affinché le future garanzie di sicurezza per l’Ucraina siano ispirate all’articolo 5 della Nato, come auspicato dall’Italia, e la chiara esclusione dell’impiego di truppe italiane sul terreno, un tema su cui Meloni ribadisce una linea di assoluta fermezza. Non solo. I Volenterosi sposano anche il principio della partecipazione su base volontaria a un’eventuale forza multilaterale di vigilanza sulla pace e il rispetto delle procedure costituzionali dei singoli Paesi, qualora si rendessero necessarie decisioni operative in caso di futuri attacchi. Un quadro condiviso, nel quale resta centrale un elemento che unisce tutti i leader presenti: la necessità di mantenere alta la pressione collettiva sulla Russia. La giornata parigina della premier, iniziata con oltre un’ora di ritardo per una visita fuori programma ai cittadini italiani feriti nella strage di Capodanno a Crans-Montana e ricoverati al Niguarda, si arricchisce però di un altro risultato rilevante. Ancora prima dell’avvio del vertice, Meloni accoglie con soddisfazione l’annuncio della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen sul rafforzamento dei fondi destinati all’agricoltura nel prossimo bilancio Ue. “Accolgo con soddisfazione la decisione della Commissione Europea di modificare, come richiesto dall’Italia, la proposta di nuovo quadro finanziario pluriennale per rendere disponibili, già dal 2028, ulteriori 45 miliardi di euro per la Politica Agricola Comune”, sottolinea la presidente del Consiglio. Risorse che, sommate a quelle già assegnate lo scorso novembre, consentono non solo di confermare il livello attuale dei finanziamenti, ma di incrementarlo, rispondendo alle richieste degli agricoltori italiani ed europei. Un passo avanti che, secondo Meloni, dimostra come “la linea di buon senso a sostegno dell’agricoltura europea portata avanti con determinazione dal Governo italiano trovi sempre maggiore ascolto a Bruxelles” e che potrebbe favorire anche lo sblocco dell’accordo sul Mercosur, dossier sul quale la premier lavora in stretta sintonia con Macron. Proprio con il presidente francese, Meloni firma inoltre una nota congiunta sulla Groenlandia, ribadendo che “appartiene al suo popolo”. Insieme a Friedrich Merz, Donald Tusk, Pedro Sanchez, Keir Starmer e Mette Frederiksen, la premier risponde alle critiche delle opposizioni italiane, riaffermando il posizionamento dell’Italia accanto ai principali leader europei e indicando la sicurezza artica come una priorità per l’Europa e per l’intero sistema transatlantico. Un’Epifania politica, dunque, decisamente favorevole per Giorgia Meloni, che da Parigi rientra con risultati concreti su più tavoli, dalla diplomazia internazionale all’economia europea.

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