Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha dichiarato di “non aver ricevuto una risposta chiara” dai suoi alleati europei su come avrebbero reagito concretamente in caso di un altro attacco russo contro l’Ucraina dopo la fine della guerra. “E’ una domanda molto difficile. Ed è esattamente la domanda che ho posto a tutti i nostri partner. Finora, non ho ricevuto una risposta chiara e inequivocabile”, ha detto Zelensky ai giornalisti, all’indomani del vertice a Parigi in cui a Kiev sono state promesse garanzie di sicurezza da europei e Stati Uniti. “Questa è una presidenza da cui tutti ci aspettiamo molto. Per l’Ucraina, questo momento è davvero molto, molto significativo, proprio come lo e’ per Cipro, uno Stato membro che purtroppo rimane diviso, ma impegnato per una pace duratura e pienamente paritario in Europa. Un Paese che, pur essendo più piccolo, ha pari voce nelle istituzioni europee. Questo la dice lunga su cio’ che l’Europa è veramente ed è questo che rende l’Europa stabile e pacifica”. Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy intervenendo alla cerimonia ufficiale di apertura della presidenza cipriota del Consiglio dell’Ue. “Anche l’Ucraina merita di essere parte integrante della nostra casa comune europea. E ci auguriamo che la sua presidenza sia produttiva nel farci progredire su questo percorso” ha concluso rivolgendosi al presidente della Repubblica di Cipro, Nikos Christodoulides. “La sicurezza dell’Ucraina è la sicurezza dell’Europa. Insieme, lavoreremo per raggiungere una pace giusta e duratura. L’incontro di ieri a Parigi ha rappresentato un passo molto significativo in questa direzione. Continueremo a far progredire il cammino dell’Ucraina e della Moldova verso l’Unione europea, perché un’Ucraina libera e prospera e una Moldova unita e prospera appartengono all’Ue”. Lo afferma la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, rivolgendosi al presidente cipriota Nikos Christodoulides, nella cerimonia di apertura della presidenza cipriota del Consiglio Ue a Nicosia.L’Ucraina ha accolto con favore il sequestro da parte degli Stati uniti della petroliera Marinera battente bandiera russa e collegata al Venezuela, definendolo una dimostrazione della “leadership risoluta” del presidente Donald Trump. Il ministro degli Esteri ucraino, Andrii Sybiha, lo ha scritto in un messaggio pubblicato su X, commentando l’operazione condotta dagli Stati uniti nel Nord Atlantico “Il fermo di una nave battente bandiera russa nel Nord Atlantico sottolinea la leadership risoluta degli Stati Uniti e del presidente Trump”, ha affermato. Secondo Sybiha, l’azione rappresenta l’approccio che Kyiv auspica nei confronti di Mosca. “Accogliamo con favore questo modo di rapportarsi con la Russia: agire, non temere. Questo è rilevante anche per il processo di pace e per avvicinare una pace duratura”, ha aggiunto. Il leader ceceno Ramzan Kadyrov replica sui social a Volodymyr Zelensky che ha auspicato gli Stati Uniti facciano con lui quello che hanno fatto con il venezuelano Nicola Maduro, catturato in un blitz a Caracas. “Cosa non fa questo bastardo? Emette un mandato di arresto contro di me, mi impone sanzioni. E ora chiede aiuto agli americani”, ha risposto Kadyrov su Telegram. “Salva la faccia e non umiliarti – ha aggiunto, rivolto a Zelensky -. Se avessi anche solo un briciolo di onore, capiresti quanto siano umilianti le tue parole e le tue richieste”. Il Regno Unito e la Francia sono pronti a inviare solo 7500 soldati a testa in Ucraina, in caso di accordo di pace con la Russia, nell’ambito della “coalizione dei volenterosi”: un numero significativamente inferiore alle attese iniziali. Lo riporta il Times, citando fonti militari, secondo cui Londra ha dovuto ridimensionare il proprio contributo, rispetto a quanto ipotizzato inizialmente, a causa della ridotta capacità operativa dell’esercito di sua maestà, con solo 71.000 effettivi disponibili. La Francia è l’unico altro Paese ad aver già dato in via formale la propria disponibilità all’invio di truppe, come emerso ieri nel vertice di Parigi. Oggi il premier britannico Keir Starmer non ha risposto, durante il Question Time alla Camera dei Comuni, a una domanda della leader dell’opposizione conservatrice, Kemi Badenoch, che gli chiedeva del numero di militari che verrebbero schierati da parte del Regno. L’iniziativa sulle munizioni per l’Ucraina proseguirà, ha ribadito il premier ceco Andrej Babis (Ano) dopo la riunione odierna del Consiglio di sicurezza dello Stato. Ha tuttavia precisato che la Repubblica Ceca non contribuirà finanziariamente all’iniziativa. Secondo il precedente governo, il contributo della Repubblica Ceca ammontava finora al 2-3% del totale dei fondi investiti. Prima delle elezioni di ottobre scorso, Babis aveva criticato aspramente l’iniziativa sulle munizioni, attraverso la quale l’Ucraina riceve granate di artiglieria, e ne aveva promesso la cancellazione. Ieri, dopo l’incontro dei leader dei paesi della cosiddetta coalizione dei volenterosi a Parigi, Babis ha dichiarato che la Repubblica Ceca non abolirà l’iniziativa, ma la coordinerà e che non vi saranno investiti fondi dei cittadini cechi.
La Repubblica Ceca collabora all’iniziativa sulle munizioni soprattutto con i Paesi Bassi e la Danimarca. Nell’ambito dell’iniziativa, è coordinatrice e trasportatrice, ricerca scorte di munizioni in tutto il mondo e negozia finanziamenti internazionali. I pagatori delle munizioni sono per lo più altri paesi come Germania, Canada o Paesi Bassi.
L’anno scorso l’Ucraina ha ricevuto 1,8 milioni di pezzi di munizioni, per un totale di oltre quattro milioni di pezzi dall’inizio dell’iniziativa. Secondo l’ex ministro degli Esteri Jan Lipavsky (Civici democratici, Ods), i donatori hanno contribuito per cento miliardi di corone (4 miliardi di euro) per le munizioni destinate all’Ucraina, mentre la Repubblica Ceca ha versato circa due o tre miliardi (80 – 120 milioni di euro).
Dopo Parigi, Zelensky: “La risposta degli europei ad un nuovo attacco russo non è chiara”






