giovedì, Gennaio 8, 2026

La Procura di Roma apre un’inchiesta sulla strage di Crans Montana

La Procura di Roma ha aperto un fascicolo d’inchiesta sul devastante incendio scoppiato a Crans-Montana nella notte di Capodanno, una tragedia che ha spezzato 40 vite e provocato 116 feriti, molti dei quali giovanissimi. Tra le vittime figurano sei adolescenti italiani, tutti romani, di età compresa tra i 15 e i 17 anni: Sofia Prosperi, Chiara Costanzo, Achille Barosi, Giovanni Tamburi, Riccardo Minghetti ed Emanuele Galeppini. Un gruppo di ragazzi legati da amicizie, scuole e quartieri, partiti per festeggiare l’arrivo del nuovo anno e mai più tornati. Nei corridoi delle scuole romane che frequentavano, il loro ricordo è ancora vivido. Sofia Prosperi aveva uno sguardo aperto e luminoso, incorniciato da lunghi capelli castani spesso raccolti in una coda disordinata; amava vestirsi con semplicità e aveva quell’aria curiosa tipica di chi osserva il mondo con attenzione. Chiara Costanzo, più riservata, portava i capelli scuri lisci sulle spalle e un sorriso timido, che si accendeva quando parlava delle sue passioni e dei progetti per il futuro. Era descritta dagli amici come elegante nei modi, con uno stile sobrio ma curato. Achille Barosi era riconoscibile per la sua statura slanciata e l’andatura sicura, tipica di un ragazzo sportivo. Capelli chiari, spesso scompigliati, e un volto segnato da un’espressione vivace, era uno di quelli che sapevano trascinare il gruppo. Giovanni Tamburi aveva tratti più morbidi, occhi scuri e profondi, e un sorriso spontaneo che lo rendeva immediatamente familiare; indossava spesso felpe e scarpe da ginnastica, simbolo di una giovinezza semplice e autentica. Riccardo Minghetti era ricordato per il suo viso pulito, quasi infantile, e per i capelli corti sempre in ordine. Amava la musica e portava spesso le cuffie al collo, come se una canzone potesse accompagnarlo ovunque. Emanuele Galeppini, infine, aveva uno sguardo intenso e un portamento tranquillo, capelli castani leggermente ondulati e un modo di fare pacato, che lo faceva apparire più maturo della sua età. La Procura capitolina, competente per i decessi di cittadini italiani avvenuti all’estero, procede per omicidio colposo e incendio, con l’obiettivo di accertare eventuali responsabilità e fare piena luce sulle cause del rogo. Mentre l’inchiesta muove i primi passi, a Roma resta il dolore composto di famiglie e amici, che affidano il ricordo di quei volti giovani a fiori, messaggi e silenzi carichi di incredulità. Una tragedia che ha lasciato un segno profondo, non solo nelle statistiche di una notte di festa trasformata in incubo, ma soprattutto nei lineamenti e nelle storie di ragazzi che avevano ancora tutta la vita davanti.

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