Nel suo intervento alla Conferenza annuale delle ambasciatrici e degli ambasciatori, tenutasi a Parigi, il presidente francese Emmanuel Macron ha pronunciato un discorso dai toni netti e fortemente politici, delineando un quadro internazionale segnato da profonde trasformazioni e crescenti tensioni geopolitiche. Al centro della sua analisi, il ruolo degli Stati Uniti e il mutamento degli equilibri globali sotto la guida di Donald Trump. Secondo Macron, Washington si starebbe «gradualmente allontanando» dai tradizionali alleati occidentali e «liberando dalle regole internazionali» che per decenni hanno costituito l’architrave dell’ordine multilaterale. Una dinamica che, a suo giudizio, apre la strada a un mondo dominato dalle grandi potenze, sempre più inclini a spartirsi le aree di influenza in una logica di forza piuttosto che di cooperazione. «C’è un tentativo reale di dividersi il mondo», ha affermato il capo dell’Eliseo, denunciando una crescente competizione tra blocchi che rischia di marginalizzare i Paesi più deboli. Nel suo discorso, Macron ha parlato esplicitamente di una nuova forma di “aggressione neocoloniale” che si manifesta nelle relazioni diplomatiche e nelle strategie economiche e militari delle grandi potenze. Un fenomeno che, secondo il presidente francese, si accompagna a un progressivo indebolimento delle istituzioni multilaterali, sempre meno efficaci nel garantire dialogo, equilibrio e rispetto delle regole condivise. «Le istituzioni del multilateralismo funzionano sempre meno», ha sottolineato, evidenziando il rischio di un ritorno a logiche imperiali che l’Europa non può accettare. Da qui il richiamo a una linea politica chiara: rifiuto del nuovo colonialismo e del nuovo imperialismo, ma anche del vassallaggio e del disfattismo. Macron ha rivendicato il percorso intrapreso dalla Francia e dall’Unione Europea negli ultimi anni, improntato a una maggiore autonomia strategica e a una riduzione delle dipendenze esterne, in particolare da Stati Uniti e Cina. Un progetto che punta a rafforzare la capacità europea di agire in modo indipendente sul piano diplomatico, economico e militare. Nel finale del suo intervento, il presidente francese ha rilanciato con forza il ruolo delle Nazioni Unite, invitando la comunità internazionale a «reinvestire nell’Onu». Per Macron, rinunciare al multilateralismo significherebbe accettare un mondo frammentato e instabile, dominato dalla legge del più forte. «Sarebbe assurdo non farlo», ha concluso, ribadendo la necessità di preservare e riformare le istituzioni internazionali come strumento essenziale per affrontare le sfide globali del presente e del futuro.
Usa, duro affondo di Macron contro Trump: “No al neocolonialismo, si stanno allontanando dagli alleati”






